Sinner, cadere per riprovarci
La sconfitta contro Djokociv agli Australian OpenPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Jannik Sinner non conquisterà il Grande Slam. Almeno per quest’anno, dopo che la prima, durissima prova è saltata in aria per “colpa” di una icona dello sport, di un guerriero di 38 anni e 8 mesi che sogna la venticinquesima vittoria in queste speciale serie di tornei. Una resa bellissima, quasi col sorriso, l’Italia del tennis – e non solo – che conosce, su quel terreno bollente e durissimo come il cemento della Rod Laver Arena, il campo centrale del Melbourne Park, una sconfitta che non accadeva da quasi tre anni. Sembrava imbattibile, l’italiano dai capelli rossi, ma il tennis si conferma una macchina che macina tutti.
“Ora devo capire cosa migliorare”, ha detto alle 2 di notte nella sala delle interviste. La testa fra le mani. E sussurrato da uno che si è accomodato per sessantasei settimane sul tetto del mondo, ci fa capire cosa sia la cultura dello sport, della sfida, del dettaglio. E cosa serva, a livello mentale, per tornare in cima, per gridare al mondo che si può vincere anche dopo una pesante, planetaria sconfitta. E pazienza se il Grande Slam se lo prenderà un altro: dovrà vincere in Australia, a Parigi, Londra e New York. Lui ci riproverà. Cadere e rialzarsi, subito, in fondo – parole di Sinner, nei giorni scorsi – è solo una partita di tennis.
