Un infinito Novak Djokovic batte Jannik Sinner in cinque set e in una battaglia di oltre 4 ore e vola in finale agli Australian Open, dove lo aspetta Carlos Alcaraz (che in cinque ore e mezzo ha piegato Zverev).

Partita meravigliosa del serbo, che a 38 anni e quando tutti lo davano per finito (almeno di fronte ai due fenomeni) ritrova il suo miglior tennis e torna a battere Sinner dopo cinque ko di fila contro il numero 2 al mondo: 3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4 il punteggio al termine di un match fisicamente durissimo. Al numero 2 al mondo non basta una prova eccezionale al servizio, condita da 26 ace. Alla fine tutto si decide nei punti importanti. Le statistiche sono tutte a favore di Jannik: 12 punti in più in totale (152 a 140), gli stessi errori gratuiti (42) ma 26 vincenti in più (72 a 46). E così, in uno sport come il tennis in cui non tutti i punti sono uguali, è la percentuale di breakpoint convertiti a dare la vittoria al serbo. Per Djokovic 3 su 8, per Sinner solo 2 su 18. Comunque, il miglior Nole dell’ultimo anno e mezzo, post vittoria alle Olimpiadi.

(Ansa)
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Nel primo set è Jannik ad andare subito avanti 2-0 e a mantenere poi il vantaggio sino al 6-3 finale. Ma Nole è in partita, e lo dimostra subito quando al quarto game del secondo set strappa il servizio al numero 2 del mondo e, dopo aver annullato 4 palle del controbreak (3 consecutive) grazie anche ad una precisione chirurgica al servizio, chiude il parziale con lo stesso punteggio, 6-3.

Nel terzo set Sinner rischia di andare subito sotto, ma annulla il breakpoint e al decimo game, avanti 5-4, si porta sullo 0-40, un pallonetto al volo lungo del serbo gli regala il parziale. Jannik avanti 2-1 dunque, ma non è finita. Djokovic, a dispetto dell’età, non sbaglia niente continuando a giocare un gran tennis e a mettere in difficoltà l’altoatesino (un po’ a corto di energie) soprattutto con degli eccezionali colpi lungolinea. Il serbo strappa il servizio in apertura di quarto parziale e non cede nei suoi turni di battuta, 6-4 e si va al quinto.

Qui grandi rimpianti per Sinner, che non sfrutta ben cinque palle break e poi, sul 3 pari, avanti 40-15, perde quattro punti di fila. Il serbo così sfrutta la prima palla break e si porta avanti nel quinto parziale, sul 4-3 però deve subito annullare tre palle del controbreak consecutive per l’azzurro. E lo fa, grazie alla sua bravura e anche a un paio di errori di Sinner, per poi chiudere il match nel turno di servizio successivo per 6-4, con qualche brivido e dopo due matchpoint annullati da Jannik.

(Unioneonline/L)

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