SPORT - CALCIO REGIONALE

approfondimento

Storia del calcio sardo 1991-1992

L'amarezza per la retrocessione dell'Atletico Sirio
la dolorosa retrocessione dell atletico sirio (archivio l unione sarda)
La dolorosa retrocessione dell'Atletico Sirio (archivio L'Unione Sarda)

Un risultato storico: il Castelsardo di Eppe Zolo è la prima squadra a vincere il neonato campionato di Eccellenza. È la stagione 1991-1992: la squadra di Dettori e compagni centra così la promozione nel campionato nazionale dilettanti (l'ex Interregionale) superando al concorrenze di diverse squadre attrezzate come Iglesias e Santa Teresa (secondo posto a pari merito a tre punti dalla capolista), Gialeto (quarta) e Sinnai (quinta). L'esordio del massimo torneo regionale, spartiacque tra il Campionato nazionale dilettanti e i due gironi di Promozione, diventa così la vetrina più importante del calcio sardo. Una stagione scoppiettante con una corsa appassionante e combattuta per poter ottenere il salto di categoria, in Interregionale. Perché il Castelsardo fino all'ultimo ha lottato con la Gialeto di Serramanna, con l'Iglesias dei bomber Boi (alla fine capocannoniere del torneo) e Martinez, con il Santa Teresa e con San Sperate, Terralba e Ploaghe in corsa fino a poche giornate dalla fine. Un campionato - con i due punti per la vittoria - incerto fino all'ultimo. Anche nella lotta per non retrocedere. Ilva e Ozierese a parte - soprattutto la prima ha avuto una stagione altalenante riuscendo però a fermare sul pareggio proprio il Castelsardo a cinque giornate dalla fine - l'esito finale non è mai stato scontato. Alla fine le altre due retrocesse sono Thiesi e Atletico Sirio (quest'ultima proprio al termine dei novanta minuti conclusivi).

Aldo Quartieri dell'atletico Sirio (archivio L'Unione Sarda)
Aldo Quartieri dell'atletico Sirio (archivio L'Unione Sarda)

Dunque il 1991-1992 è l'anno del Castelsardo. Il coronamento di un lavoro di cinque anni, come racconta Eppe Zolo nell'intervista al termine della partita della promozione il 24 maggio 1992 nell'intervista rilasciata a L'Unione Sarda: "All'inizio del torneo non avrei scommesso che la mia squadra avrebbe vinto il campionato. Sono ovviamente soddisfatto per il risultato di grande prestigio raggiuto. Sono molto contento soprattutto per i ragazzi che hanno profuso durante l'arco del campionato ogni loro energia". Un risultato ottenuto grazie al lavoro della società: "Merito della dirigenza che negli ultimi cinque anni ha avuto il merito di trasformare la squadra portandola dalla Prima categoria all'Interregionale", aggiunge Zolo. L'equilibrio della stagione è certificato anche dai numeri. Il Castelsardo centra la promozione con 15 vittorie, 11 pareggi e 4 sconfitte nelle 30 gare. E se l'attacco non è quello dei migliori con 37 reti fatte, la difesa alla fine è il valore aggiunto - e vincente - con appena 19 gol subiti, la migliore del campionato. "Grazie anche al pubblico", continua l'allenatore, "anche se in qualche occasione è stato scettico davanti alle mie decisioni. Penso che alla fine abbia capito il lavoro che ho fatto e i sacrifici compiuti da tutti i giocatori".

Murgia (San Sperate) para un rigore calciato da Martinez (archivio L'Unione Sarda)
Murgia (San Sperate) para un rigore calciato da Martinez (archivio L'Unione Sarda)

Il Castelsardo arriva all'ultima giornata con i favori: deve vincere per ottenere la promozione. Lo fa battendo 2-0 (reti di Desole e Dettori, il capocannoniere della squadra) l'Ozierese già retrocessa. Inutile dunque l'eventuale vittoria della Gialeto che comunque perde in casa con l'Atletico Sirio: un 3-2 (doppietta di Pinna su rigore e gol finale di Caddeo) per i cagliaritani dal sapore amarissimo perché non serve per evitare di precipitare nel campionato di Promozione visto il pareggio del Bosa e il successo del Calcio Quartu. Per i ragazzi allenati da Pietro Murgia una grande delusione. Come detto la Gialeto anche vincendo non sarebbe dunque riuscita nell'operazione aggancio. E l'undici di Giuseppe Carta chiude così al quarto posto, scavalcato anche da Iglesias e Santa Teresa.

Una fase della partita Decimoputzu-Santa Teresa (archivio L'Unine Sarda)
Una fase della partita Decimoputzu-Santa Teresa (archivio L'Unine Sarda)

Per i minerari di Mariano Dessì una stagione tra soddisfazioni e delusioni perché la squadra allestita dal presidente Ignazio Badalamenti puntava al salto di categoria.

"C'è un grande rammarico", ammette alla fine dell'ultima partita Dessì. "La squadra è stata nel bene e nel male protagonista del campionato. Abbiamo messo in mostra il calcio più bello". Una staffetta tra allenatori durante la stagione forse è stato l'errore dell'annata. "Inutile ora recriminare. È sempre difficile attribuire colpe e responsabilità", è la conclusione di Dessì. Boi, grazie ai cinque gol messi a segno nell'ultima giornata contro l'Ilva, conquista il primato tra i bomber con 15 reti. Bene anche i compagni di squadra Congiu (14) e Martinez (11). In alto anche il Santa Teresa di Aloia (13 reti per lui in una stagione comunque da ricordare). Zona alta della classifica per il Sinnai allenato da Pau, per il Decimoputzu trascinato dai gol di Piscedda (8), per il Ploaghe e per il San Sperate dell'attaccante Pillosu (autore di 11 reti). E Gianfranco Pau, allenatore del Sinnai, a fine campionato si dice soddisfatto: "Quinto posto ma soprattutto abbiamo lanciato alcuni ragazzi di grande talento come Mennella, Nicola Puddu, Sandro Sanna, Anedda, Licheri e Basile". In coda il Quartu festeggia la salvezza all'ultimo istante: vince 2-1 in casa del Ploaghe grazie alle zampate di Braina e Piras (per lui dieci reti). "Per noi è stato come conquistare lo scudetto", sono le parole del mister Paolo Loddo. Stessa sorte per il Bosa: Lauro (14 gol per lui) trova il pari nella sfida finale con il Tavolara e arriva la salvezza.

Brughitta e Dessì del Sinnai (archivio L'Unine Sarda)
Brughitta e Dessì del Sinnai (archivio L'Unine Sarda)

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