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La "Canzone identitaria sassarese" al Gremio di Roma

Presentato il libro di Gavino Ruggiu
da sinistra angelo tantaro (diari di cineclub) gavino ruggiu il fratello filippo antonio maria masia ed eugenio cossu (foto il gremio)
Da sinistra: Angelo Tantaro (Diari di Cineclub), Gavino Ruggiu, il fratello Filippo, Antonio Maria Masia ed Eugenio Cossu (foto Il Gremio)

L'identità, ricordano dal Gremio dei Sardi di Roma, non va considerata come "un valore assoluto acquisito individualmente ma come il frutto di una scelta consapevole di sentirsi parte di una comunità in cui ti senti rappresentato".

Questo pensiero ha ispirato la serata organizzata dall'associazione nella sala Italia di via Aldrovandi in cui è stata protagonista la "Canzone identitaria sassarese", il libro di Gavino Ruggiu.

Alla manifestazione hanno preso parte anche lo scrittore e poeta Eugenio Cossu con una evocativa presentazione del musicista e della città di Sassari storica, attraverso immagini d'epoca, il tutto organizzato e coordinato dal presidente Antonio Maria Masia.

Cossu ha anche sottolineato che il lavoro di ricerca e di indagine di Ruggiu sulla materia è stato "importante e determinante" e che in sassarese "c’è oggigiorno una produzione poetica e di racconto abbondante e di ottimo livello".

Masia ha invece ricordato il suo iniziale impatto psicologico complicato verso Sassari e la "sassareseria", quando aveva raggiunto il capoluogo per affrontare il ciclo di studi superiori e successivamente per ragioni di lavoro e familiari. Grandi le difficoltà nel doversi immergere, ad appena 20 chilometri di distanza, in tradizioni e abitudini diverse e soprattutto in un modo di parlare completamente diverso dal suo logudorese appreso in famiglia e con gli amici. "Lì si parlava una specie di italiano volgare misto al corso (con riferimento alla vicina Corsica), con origini pisano-genovesi, a causa dell'influenza che queste due Repubbliche Marinare ebbero sulla Sardegna, a partire dall’anno 1000: influenza dovuta al loro potere sia navale che economico".

"Potremmo definire la canzone sassarese - spiega Marcello Soro - la 'Canzone della nostalgia', per dirla alla Gavino Ruggiu, la canzone che provoca quel certo dolore per il desiderio del ritorno in una Sassari più idealizzata che reale, come raccontata in una significativa poesia di Francesco Serra dal titolo 'Sassari a di notti', tratta dal libro di Gavino".

In finale di serata, infine, l'esibizione canora di Manuela Manca e Rosanna Bocchino, socie del Gremio, che hanno intonato "Non potho reposare".

(Unioneonline/s.s.)

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