I SARDI NEL MONDO - NOTIZIE

vaglia

In Toscana la storia del soldato sardo morto nel 1944 per mano tedesca

Il militare, originario di Guasila, aveva compiuto 21 anni appena il giorno prima
un momento della cerimonia (foto ufficio stampa)
Un momento della cerimonia (foto ufficio stampa)

Il soldato sardo Ettore Pitzalis, morto il 4 settembre del 1944 per mano tedesca, è stato ricordato a Vaglia, in provincia di Firenze.

Grazie a ricerche storiche, la figura del militare, ucciso il giorno dopo aver compiuto 21 anni, è stata riportata all'attenzione pubblica. Ad approfondire la sua storia sono stati Costanza Villani e Gabriele Baldi col sostegno della Pro Loco di Vaglia e del Comune di Fiesole nella persona del sindaco Anna Ravoni.

A distanza di 75 anni è stato dunque possibile far incontrare gli eredi delle famiglie Bugetti e Pitzalis che per la prima volta hanno potuto scambiarsi un saluto e ripercorrere gli episodi raccontati dai propri familiari.

Ettore Pitzalis (foto ufficio stampa)
Ettore Pitzalis (foto ufficio stampa)

A Coperzano infatti, dove il soldato per sei mesi aveva alloggiato presso la famiglia Bugetti, è stata apposta una targa. Alla cerimonia sono intervenuti - oltre a Villani, Baldi e Ravoni - anche il primo cittadino del paese di cui Pitzalis era originario, ossia Guasila, Paola Casula, e il sindaco di Vaglia, Leonardo Borchi.

Grande la commozione quando è stata letta una missiva ritrovata nel portafogli del militare sardo in cui esprimeva un desiderio: che la famiglia che lo aveva ospitato venisse ricompensata.

"Genitori, avrei tante cose da dirvi - scriveva - ma non posso; vi raccomando di ricompensare questa buona famiglia, la quale ci ha sostenuto in questi mesi, come mi sembra che nessun altro avrebbe fatto...".

Uno scatto di gruppo (foto ufficio stampa)
Uno scatto di gruppo (foto ufficio stampa)

Alla presenza dell'assessore Laura Nencini è stato inoltre presentato il libretto dedicato ai Sentieri della Resistenza a cura di Pro Loco e Comune di Vaglia, e si è svolto poi il corteo con i vessilli delle tre amministrazioni comunali. Percorrendo la Via Faentina si è giunti al Km. 15, 4, dove era stato ritrovato il cadavere. In quel punto è stato piantato un albero ed è stata installata una targa a ricordo.

"Un atto dovuto nei confronti di questo soldato - ha commentato Costanza Villani - ancor di più al giorno d'oggi quando si rende necessario ribadire i valori di accoglienza, altruismo e fratellanza che sembrano essere sbiaditi".

(Unioneonline/s.s.)

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