Quando la solidarietà chiama la comunità di Scano risponde prontamente senza esitazione. Per aiutare il loro giovane concittadino Pietro Curcu, costretto sulla sedia a rotelle per colpa di un brutto incidente, è stata lanciata sulla piattaforma Gofundme una raccolta fondi per sostenere l’assistenza continua, 24 ore al giorno, di cui ha bisogno. In soli due giorni ha già raggiunto 27mila euro.

Tanta umanità da parte di persone generose che hanno donato senza remore, anche un piccolo contributo però di grande magnanimità è stato offerto con il cuore.

«Questa raccolta fondi nasce per restituire a Pietro un minimo di autonomia e, soprattutto, una vita dignitosa – spiega Mariangela Chessa la promotrice della raccolta solidale - vogliamo aiutarlo ad acquistare ausili sanitari fondamentali, dispositivi per la mobilità, attrezzature per la postura, strumenti tecnologici che gli permettano di comunicare e interagire con il mondo, tutto ciò che può migliorare la sua quotidianità e alleggerire il peso enorme che lui e la sua famiglia affrontano ogni giorno».

Pietro è una persona che ama la vita, carattere solare, un simpaticone che sempre regala sorrisi con gioia. Ma nell’agosto di quattro anni fa una tragica fatalità gli ha cambiato radicalmente la vita: dopo una giornata di lavoro, un colpo di sonno alla guida, macchina fuori strada, lui si è salvato per miracolo, però ha avuto una lesione cervicale, costringendolo sulla sedia a rotelle paralizzato, senza poter muovere braccia e gambe. Da quel momento per Pietro l’esistenza è cambiata.

Oggi ha 38 anni è ha bisogno di assistenza incessante, indispensabile per ogni singolo gesto quotidiano: lavarsi, nutrirsi, comunicare, per spostarsi, respirare in sicurezza. La sua famiglia, la sorella Giovanna in particolare, non gli ha mai fatto mancare sostegno, amore e coraggio, ma l’assistenza di cui ha bisogno travalica le loro forze e i costi sono insostenibili.

Per questo la mobilitazione della raccolta fondi: il sogno di Pietro sarebbe un centro studi specializzato capace di fargli recuperare anche solo parzialmente la mobilità degli arti, per consentirgli di avere un po’ più di autonomia e vivere con dignità. «Comunità significa questo, è una cosa bellissima, sosteniamo Pietro e l’impegno della sua famiglia», commenta il sindaco Antonio Flore Motzo. 

© Riproduzione riservata