CRONACA SARDEGNA - MEDIO CAMPIDANO

gli slogan

A Villacidro le scritte contro gli immigrati: "In giro a non far niente"

Sindaco e assessore prendono le distanze
la scritta sulla rampa di accesso di un centro di articoli per la casa (foto l unione sarda cazzaniga)
La scritta sulla rampa di accesso di un centro di articoli per la casa (foto L'Unione Sarda - Cazzaniga)

Tornano a Villacidro le scritte contro gli immigrati, accusati di "essere in giro a non fare niente" e "pagati".

Gli slogan, tracciati con spray verde vicino al frequentato minimarket di via San Gavino e sulla rampa del parcheggio di un centro di articoli per la casa, non corrispondono a mutate condizioni della situazione negli ultimi tempi. Anzi, rispetto a qualche anno fa, dove nei centri di accoglienza straordinaria si raggiungevano quasi le 100 unità, le presenze attuali sono solo poche decine.

Amministratori e operatori dell'accoglienza concordano nel condannare queste espressioni. Per il sindaco Marta Cabriolu: "Queste parole si commentano da sole. È un gesto deprecabile ed evidentemente frutto dell'ignoranza. Villacidro è sempre stata una cittadina che si è distinta per lo spirito di accoglienza e generosità. Ci dissociamo dal contenuto, auspicando che azioni simili non accadano più".

La scritta vicino al minimarket di via San Gavino (foto L'Unione Sarda - Cazzaniga)
La scritta vicino al minimarket di via San Gavino (foto L'Unione Sarda - Cazzaniga)

In sintonia anche l'assessore ai servizi sociali Daniela Deidda: "Queste parole sono frutto di una profonda ignoranza culturale. Chi le ha scritte non conosce la realtà dell'accoglienza organizzata nel nostro paese. Chi compie simili gesti offende l'intera comunità villacidrese, non solo chi viene citato".

Scritte che si oppongono ai tratti di ospitalità e generosità tipici dei villacidresi per don Angelo Pittau, presidente del Centro d'Ascolto Madonna del Rosario e qualificato osservatore nel campo dell'accoglienza: "Villacidro è un paese che accoglie: nel passato molte persone delle zone centrali della Sardegna vi hanno trovato non solo lavoro, ma amici e fratelli. Lo stesso devo dire dei rifugiati di Cagliari dopo i bombardamenti: per noi erano i 'signori', in senso di rispetto. L'accoglienza l'abbiamo nel nostro dna e non saranno certo queste scritte a negare la nostra fraternità e la nostra identità. Le scritte sono frutto dell'odio che si sta seminando e che purtroppo sta dando un volto sbagliato non solo al paese ma alla Sardegna tutta".

© Riproduzione riservata

COMMENTI


UOL Unione OnLine

Più Letti
Loading...
Caricamento in corso...