CRONACA SARDEGNA - MEDIO CAMPIDANO

Il caso

Villacidro, il "mistero" del premio anti-mafia assegnato al sindaco Cabriolu

La minoranza torna alla carica: "Dopo mesi ancora non sappiamo perché l'abbia ricevuto"

Nessuna risposta né dal sindaco né dal Premio Ambrosoli. A oltre un anno di distanza dalla menzione assegnata alla prima cittadina Marta Cabriolu, non c’è ancora chiarezza sulle motivazioni diramate dal Premio a commento della menzione.

Motivazioni forti, formulate con parole pesanti come macigni, che definivano l'operato del sindaco e della giunta un "continuo contrasto ai poteri occulti e agli interessi personali forti di carattere mafioso presenti nel territorio del comune sardo” e che dipingevano il sindaco come vittima "di sistematica e ripetuta delegittimazione locale a mezzo stampa, anche con riferimenti lesivi della sua dignità di persona e di donna".

L'ennesima interrogazione sull'argomento avrebbe potuto essere - doveva esserlo - nelle intenzioni del consigliere di minoranza Marco Erbì, l'atto conclusivo per mettere la parola fine alla serie di domande avanzate in un anno da consiglieri comunali e giornalisti. Domande legittime, anzi necessarie e urgenti, poste da consiglieri comunali preoccupati da certe affermazioni e dai giornalisti che vorrebbero conoscere gli articoli di stampa e i nomi dei colleghi che avrebbero leso la dignità, anche femminile, del sindaco.

A tali questioni Marta Cabriolu non ha mai risposto, suggerendo ai consiglieri di porre l'interrogativo alla commissione del Premio Ambrosoli, che tuttavia, sollecitata anche da ripetute richieste dei cronisti, non ha mai fornito spiegazioni.

"Il Premio ha deciso di non fornire ulteriori informazioni per tutelare il sindaco", ha affermato recentemente la portavoce dell'Ambrosoli, Elena Bellistracci, chiamata anch'essa a chiudere la questione, dopo mesi e mesi di vana attesa di risposte, alimentando invece in questo modo ulteriore preoccupazione. Non si capisce proprio come sia possibile difendere, e da chi, una figura istituzionale che avrebbe necessità di essere tutelata.

Il consigliere Erbì, ex assessore proprio della giunta Cabriolu, dalla quale ha preso le distanze un anno fa, motivando il suo abbandono con la carenza di trasparenza che a suo avviso caratterizza l'operato della sua ex compagine, ieri ha incalzato sindaco e giunta: "Parlate di sistema da sconfiggere ma non rispondete alle domande: quali sono i poteri forti che lei ha combattuto? Quale sarebbe la stampa che ha leso la sua dignità anche di donna? Se non rendete pubblici i nomi di chi affermate di volere combattere come potete farlo?".

Secondo Erbì, le mancate spiegazioni da parte di sindaco e Premio "non consentono di tutelare nessuno da eventuali minacce, se non si fanno nomi e cognomi", anzi si tratterebbe di un atteggiamento che non fa altro che "legittimare il sospetto che sia stato qualche esponente della maggioranza a fornire segnalazioni al Premio Ambrosoli, traendo in inganno un po' tutti".

Un'ipotesi che in aula è stata respinta al mittente da Marta Cabriolu, che si è limitata a ribattere "non è un problema mio" quando Erbì le ha fatto notare che anche dal Premio non è arrivata nessuna risposta.

Marco Cazzaniga

(ha collaborato Gianluigi Deidda)

© Riproduzione riservata

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