CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

il governatore

Solinas: "Certificato impossibile? Lo chiedono anche Serie A e set cinematografici"

Il presidente della giunta regionale ospite a "Mezzora in più" ribadisce la linea di Villa Devoto sulla Fase 2

Le polemiche sulla proposta di passaporto sanitario? "Sono state strumentalizzate. Abbiamo semplicemente chiesto di poter prevedere una certificazione per chiunque intenda arrivare in Sardegna, un certificato che attesti che entro cinque giorni dalla partenza il soggetto non sia positivo al coronavirus. E' lo stesso protocollo che del resto si sta attuando per Bundesliga, Serie A e anche sui set cinematografici".

Così il governatore della Sardegna Christian Solinas ai microfoni di "Mezzora in più", la trasmissione di Lucia Annunziata in onda su Raitre.

"Il passaporto sanitario - ha ricordato Solinas - esiste a livello internazionale, tanto è vero che alle Canarie verrà richiesto a breve, con la ripartenza dei voli".

Insomma, ha proseguito Solinas, ribadendo la posizione della giunta regionale in vista della Fase 2 dei collegamenti tra regioni e della stagione turistica, "noi non avevamo in animo né una polemica né una protesta. Semplicemente secondo noi la riapertura deve essere coniugata con sistemi di controllo adeguati. Questo si può risolvere con una forma di filtro, che non garantirà certezze al 100 per cento, ma già filtrare il numero dei soggetti che si muove può contribuire a limitare nuovi contagi".

Ospite in trasmissione anche il dottor Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele, secondo cui "ormai il virus ha perso la sua carica" e, dunque, è lecito iniziare a pensare di poter tornare a "una vita normale", senza ulteriori limitazioni e burocrazie.

Per Solinas affermazioni "affascinanti", ma la comunità scientifica, ha precisato, "ha dato segnali constratanti" e "altre evidenze".

Altrimenti, ha ricordato Solinas, come spiegare il fatto che la Corea del Sud è tornata in lockdown e che l'Oms non ha ancora dichiarato la fine della pandemia?

Insomma, il governatore resta sulle sue posizioni: "Non metto in dubbio che carica virale minore, ma la circolazione turistica potrebbe riportare a un aumento del rischio. Dunque per il decisore pubblico il tema è pensare al corretto equiblirio tra tutela della mobilità e tutela della salute".

In un'altra intervista, il governatore ha comunque sottolineato che Villa Devoto ha in mente un Piano B, "un sistema misto di autocertificazione e di tracciamento con app dei turisti. Ma è una soluzione, voglio specificare, in subordine" rispetto al certificato di negatività che resta dunque la prima scelta.

(Unioneonline/l.f.)

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