CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

verso il 3 giugno

Riaperture tra le regioni, prosegue il dialogo tra il ministro Boccia e i governatori

Tra le varie voci, quelle di Solinas (Sardegna) e di De Luca (Campania)

Mancano tre giorni alla riapertura dei confini tra le varie regioni, che segna la fine delle restrizioni alla mobilità nel nostro Paese, ma il fronte del "no" prosegue con la sua battaglia basandosi anche sui dati di quello che viene definito "caso Lombardia".

Il territorio più colpito dalla pandemia fa registrare il 53 per cento dei nuovi contagi e il 60 per cento delle vittime in una giornata, quella di ieri, in cui 11 regioni non hanno invece segnalato morti.

E mentre continua il dialogo tra il ministro Francesco Boccia i governatori, quello della Campania lancia il suo attacco: "Non si comprende il perché - ha detto Vincenzo De Luca - di un'apertura generalizzata. E in suo sostegno ci sono alcune regioni del centro-sud, la Sicilia e la Sardegna, quelle che sono principalmente meta del turismo.

"Si ha la sensazione - ha aggiunto ancora De Luca - che per l'ennesima volta si prendano decisioni non sulla base di criteri semplici e oggettivi ma sulla base di spinte e pressioni di varia natura". "Se la mia regione avesse ancora un livello di contagio elevato - ha sottolineato - non esiterei a chiedere, per un dovere di responsabilità nazionale, una limitazione della mobilità per i miei concittadini".

Tra le ipotesi che circolano per mitigare i rischi del ritorno alla mobilità totale nel Paese ci sono l''autodenuncia' di chi proviene da regioni ancora ad alto contagio e la possibilità per chi li accoglie di metterli in quarantena, anche ridotta.

Ma tiene banco sempre la posizione della Sardegna (QUI GLI ULTIMI DATI) col suo "certificato di negatività", sul quale il presidente Christian Solinas insiste spiegando che già dal 21 maggio, con la riapertura ai voli privati, chi arriva si presenta con il documento richiesto. In pratica sostiene che nell'Isola la situazione non è diversa dalle altre realtà: così come chi è positivo al virus non può circolare liberamente sul territorio italiano, così chi intende raggiungere la Sardegna non può farlo se è infetto. I negativi, invece, "li accogliamo a braccia aperte".

(Unioneonline/s.s.)

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