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L'appello dello chef: "Venite a Parigi, il lavoro non manca"

Fulvio Pischedda, allievo di Robuchon e gestore di un bistrot a due passi dall'Opera, si rivolge a scuole e studenti sardi
fulvio pischedda (foto l unione sarda)
Fulvio Pischedda (foto L'Unione Sarda)

Ha lavorato all'Atelier di Joël Robuchon, lo "chef del secolo" con il record di stelle Michelin (32), di cui era diventato un pupillo. Di sicuro, Fulvio Pischedda, 31 anni, tempiese, era un predestinato. Dopo l'esperienza con il grande cuoco francese, morto nel 2018 a 73 anni, le occasioni non gli sono mancate. Adesso gestisce il bistrot "Joia", a due passi dall'Opera, uno dei locali più alla moda di Parigi per il quale si occupa della cucina gestendo una squadra di dodici cuochi. Non proprio uno scherzo.

Sardegna nel cuore

Non dimentica la Sardegna, anche se i suoi viaggi sono improntati alla conoscenza delle pietanze di tutto il mondo. Di recente è stato in Thailandia per una full immersion nel sapere culinario del Paese asiatico e organizzare la linea per 57 ristoranti di un'azienda. Ma all'Isola pensa sempre. Anzi, proprio riflettendo sui tanti disoccupati della sua terra, nei giorni scorsi ha deciso di fare un appello. "Qui c'è bisogno di cuochi, soprattutto italiani, noi la cucina ce l'abbiamo nel Dna. In Sardegna sento solo lamentele perché manca il lavoro. Poi, i giovani, quelli che hanno frequentato l'alberghiero, stanno a rimuginare se sia il caso di partire oppure di accontentarsi di un contratto di pochi mesi sapendo di dover ricominciare da capo subito dopo".

Poco coraggio

Insomma, mancano di coraggio. "Per me è stata una scelta difficile e dura, però sono convinto sia stato giusto farla. Capisco che per un ragazzo di Milano sia più semplice e per un sardo molto più complicato. Ma bisogna provare. In ogni caso sarebbe un'esperienza importante. S'impara una lingua, si conoscono altre realtà e si può trovare qualcosa di meglio. E poi si può anche tornare a casa, ma con un bagaglio diverso, molto più ricco".

"Contattatemi"

Cosa offre ora Parigi per uno chef? "Molto, moltissimo. Qui, per chi è motivato e intende imparare le porte sono spalancate. Si apprende e ci si forma velocemente. E non dimentichiamo che gli italiani nel nostro settore sono apprezzatissimi. Per questo, a chi intende fare un percorso professionale fuori dalla Sardegna, vorrei dire di chiamarmi, di mettersi in contatto con me senza esitare. Sono a completa disposizione per tutte le delucidazioni. Sono rintracciabile su Facebook e su Instagram, niente di più facile".

Distanza da colmare

Fulvio Pischedda in più occasioni si è trovato a dover cercare personale con grosse difficoltà. "Ho guardato alla Sardegna, ho chiamato dei colleghi e degli amici ma il problema era sempre lo stesso: la distanza. Il fatto è che occorre superare questo ostacolo pensando che si tratti di un momento, di un periodo più o meno lungo ma in un contesto dove poter crescere sotto tutti i punti di vista".

Lo stimolo

Nonostante la giovane età, lo chef tempiese ha le idee molto chiare. "Il mio vuole essere un tentativo di rincuorare i miei coetanei o chi ha qualche anno in meno e di stimolarli. Non si deprimano perché non hanno un lavoro ma siano più audaci, più coraggiosi. Una soluzione la si trova, basta volerlo. Agli insegnanti vorrei dire di aiutare gli studenti a fare questo passo, a uscire dall'Isola. Ne guadagnerebbero tutti, anche la Sardegna che potrebbe ritrovarsi con professionalità di livello in un settore che ha un estremo bisogno di novità".

Vito Fiori

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