Takuo Aoyagi se n'è andato via a maggio. Niente di drammatico. Aveva ottantaquattro anni e la vita se l'è goduta. Era nato il 14 febbraio 1936, nella prefettura di Niigata, in Giappone, e si era laureato nel 1958 in Ingegneria Elettronica. Il suo nome non vi dice niente? È comprensibile. Ma vi facciamo un'altra domanda: sapete cos'è un saturimetro? Bene. Se sino a pochi mesi l'unico strumentino, indispensabile, da avere nel cassetto di casa era il termometro, oggi, in piena pandemia di ritorno, del saturimetro non possiamo farne a meno. E Takuo Aoyagi è l'ingegnere che, negli anni Settanta, questo strumento lo inventò e brevettò. Ma prima di raccontarvi la storia, vediamo insieme che cosa è un saturimetro.

Un saturimetro moderno (foto archivio L

Che cosa è Il saturimetro (detto anche pulsiossimetro o ossimetro) è uno strumento che consente di misurare e monitorare il grado di saturazione di ossigeno dell'emoglobina presente nel sangue arterioso periferico e, contemporaneamente, consente di misurare la frequenza cardiaca del paziente. La saturazione di ossigeno nel sangue è un indice ematico che permette di stabilire il grado di funzionalità respiratoria dell'individuo. E il coronavirus, ormai lo sappiamo bene, causa malattie respiratorie di gravità variabile dal raffreddore comune alla polmonite fatale. Ecco perché, in caso di attacco, il saturimetro risulta indispensabile quanto il termometro. Quando allarmarsi? Se i valori della saturazione sono superiori al 95 per cento sono da considerarsi normali.

Un ossimetro auricolare (foto archivio L

Come si usa Come il termometro, il suo utilizzo è semplicissimo. Il saturimetro è composto da una sonda da pinzare al dito di una mano o di un piede o al lobo di un orecchio, e da un'unità di calcolo che raccoglie i dati dalla sonda. Rimandandoli, elaborati, su un piccolo monitor. Un giro su internet e ne troviamo modelli di tutti i prezzi, dai dieci euro in su.

I risultati La saturazione sarà lieve, quando i valori sono compresi fra il 91 e il 94 per cento; moderata, quando i valori sono compresi fra l'86 e il 90 per cento; grave, quando i valori sono uguali o inferiori all'85 per cento.

Takuo Aoyagi nel 1994 (foto Nihon Kohden)

La scoperta E così torniamo al nostro Takuo Aoyagi. Nel 1972 lavorava alla Nihon Kohden di Tokyo. E, leggiamo in storiadellamedicina.net, "era interessato a misurare la gittata cardiaca in modo non invasivo con il metodo della diluizione del colorante utilizzando un ossimetro per orecchio disponibile in commercio". Troppo complicato, per noi profani! "L'ingegnere bilanciò i segnali rosso e infrarosso per annullare il rumore delle pulsazioni che impedivano di misurare accuratamente le tinte dei coloranti. Aoyagi scoprì che i cambiamenti di saturazione dell'ossigeno mostravano le variazioni delle pulsazioni. Si rese quindi conto che questi cambiamenti pulsatili potevano essere usati per calcolare la saturazione in base al rapporto delle variazioni tra gli impulsi in rosso ed infrarosso".

Al lavoro Così, insieme al collega Michio Kishi, si mette al lavoro. Sono anni di calcoli e prove, prove e calcoli. Ce lo immaginiamo, quest'uomo magro magro, gli occhiali spessi sul naso, le orecchie a sventola, chino su pagine e pagine di appunti. Il sito della Nihon Kohden raccoglie vecchie foto in bianco e nero. L'azienda è stata fondata nel 1951 con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita con le tecnologie pù avanzate. Gli archivi sono ricchi e importanti: "Migliorando, in quegli anni Settanta, l'attrezzatura per la misurazione del sangue arterioso pompato dal cuore, abbiamo scoperto che la saturazione di ossigeno del sangue arterioso può essere misurata utilizzando il polso del cuore". Il signor Aoyagi in seguito commentò questa scoperta: "Era difficile credere che una scoperta così buona ci stesse aspettando in un posto così conveniente". Sino al 1979, quando il brevetto presentato dalla Nihon Kohden viene accettato e i due scienziati menzionati come co-inventori.

I premi Due su tutti: Takuo Aoyagi ha ricevuto la medaglia con il nastro viola dall'imperatore del Giappone e un dottorato in Ingegneria dall'Università di Tokyo. Nel 2007 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha elencato il saturimetro come dispositivo essenziale per la sicurezza chirurgica del paziente.
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