Pisacane: «Futuro? Ora pensiamo al Milan poi si vedrà»
Conferenza stampa della vigilia per il tecnico del Cagliari: «Con la società dialogo continuo». Una bacchettata per Kiliçsoy e una speranza per Felici: «Sarà in panchina, vorrei farlo entrare anche se per 60 secondi»Fabio Pisacane in conferenza stampa (Foto: Gaggini)
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Il futuro? «Intanto finiamo il campionato. Con la società c’è un dialogo continuo. Il mio legame col Cagliari va oltre un contratto. Prima giochiamo e poi parlerò con la sosta».
Fabio Pisacane (per il quale è scattato automaticamente il rinnovo di un anno con la salvezza) è concentrato sulla partita col Milan, in programma domani sera a San Siro, e non va oltre. «Ho sempre messo il Cagliari davanti a tutto», sottolinea una volta di più il tecnico napoletano. «Nella mia testa in questo momento c’è Milano, c’è la voglia di fare una partita gagliarda, di stupire. Di rendere orgoglioso il nostro popolo». E lo stesso presidente Giulini, che ci ha messo la faccia in tempi non sospetti: «È doveroso da parte mia ringraziarlo, ha visto in me qualcosa che qualche anno fa nemmeno io sapevo di avere. E la riconoscenza è importante nella vita».
Sulla gara con i rossoneri: «Dobbiamo fare tutto quello che possiamo per cercare di ottenere un risultato positivo. Dobbiamo onorare la maglia e la città che rappresentiamo». Non ci sarà Folorunsho, infortunato, oltre a Idrissi e Pavoletti. E non ci sarà nemmeno Kiliçsoy, già rientrato in Turchia. E sull’attaccante di proprietà del Besiktas, Pisacane tiene a precisare: «Tutto ciò che è stato fatto aveva come obiettivo quello di mettere il gruppo davanti al singolo. Mi auguro che Semih capisca che poteva dare di più e che possa prendere da questa esperienza le cose positive. Per arrivare a certi livelli il talento non basta».
Tra i convocati per l’ultima partita dell’anno al Meazza ci sarà, invece, Felici, cinque mesi dopo la rottura del crociato. «Farà parte del gruppo e se ci saranno le condizioni», svela l’allenatore del Cagliari, «vorrei metterlo in campo, anche se solo per sessanta secondi».
