Addio al calcio sì, ma al 90%. Perché Leonardo Pavoletti vuole tenersi ancora uno spiraglio aperto, almeno fino a gennaio. Perché un’ultima esperienza all’estero non è esclusa.

Così l’ex centravanti del Cagliari parla del suo futuro in un’intervista alla Gazzetta dello Sport: «Se dovesse uscire qualcosa che mi prende bene… Cerco un’esperienza di vita a prescindere dai soldi, Dubai o magari l’Australia per permettere ai miei figli di vedere il mondo».

Pavoletti ripercorre tutta la sua carriera. Dall’arrivo in Serie A, tardi, perché «forse a 18 anni nemmeno pensavo di fare il calciatore, l’acquolina in bocca mi è arrivata pian piano e devo ringraziare i miei genitori che sono stati molto presenti, anche se non avevo un piano B».

E poi il Sassuolo, il Genoa, il Napoli. E infine il Cagliari, la sua esperienza più lunga, nove anni, coronata dal gol al 94’ a Bari che ha regalato a un’intera Isola il ritorno in Serie A.

«Venivo da un infortunio – ricorda – Al San Nicola, nel ritorno della finale playoff, Ranieri voleva tenere lo 0-0 fino al 75’ e io pensavo di entrare in quel momento. Mi scaldo per un tempo intero ma subentro solo all’89’, agitato e veramente incazzato. Non mi calma neanche il gol. Un errore non essermelo goduto? Macché me lo godo da tre anni».

Infine, l’attaccante rivela una mail che lo ha molto colpito ed emozionato, ricevuta da un ragazzo di Cagliari: «Dopo che è uscita la notizia che avrei smesso, mi è arrivata questa mail. Il ragazzo mi racconta del suo rapporto con un padre molto rigido, freddo, che dopo il mio gol al Bari scoppia in lacrime e per la prima volta abbraccia il figlio».

(Unioneonline)

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