Il mea culpa di Mancini: «Tre anni fa ho perso la donna della mia vita». Ranieri: «Il coronamento di una carriera»
Parte il nuovo corso degli azzurri, il ct: «Farò giocare bene l’Italia». Il dt: «Partirò dalle scuole calcio, a Cagliari mi han detto che sono troppo costose. E nei settori giovanili si deve lavorare sulla tecnica individuale»(Ansa)
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Roberto Mancini fa subito mea culpa sulla fuga in Arabia. Si apre così, dopo una presentazione del presidente Malagò, la conferenza stampa che dà il via al nuovo corso della Nazionale italiana, con una dichiarazione del commissario tecnico: «Tre anni fa ci fu una mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina, se ci fossimo parlati probabilmente sarebbe cambiato tutto. Sono molto dispiaciuto, per me la maglia della Nazionale è sempre stata importante. Ho sbagliato, ho fatto degli errori e di questo mi dispiace, tre anni fa ho perso la donna della mia vita ma adesso la sorte e il presidente Malagò mi danno la possibilità di potermi rifare. Darò il massimo per riportare la Nazionale dove merita».
Per Claudio Ranieri la chiamata in azzurro «è il coronamento di una carriera». «Ero al mare e non pensavo potesse accadere, so che ci sarà da lavorare moltissimo ma credo che la mia carriera dimostri che non mi sono mai tirato indietro davanti alle difficoltà. Voglio fare innamorare gli italiani e pensare ai bimbi che come mio nipote di 12 anni non hanno mai visto l’Italia ai Mondiali».
Per Claudio è «difficile da dire» quanto tempo ci voglia per sistemare il calcio italiano, quel che è certo è che bisogna «lavorare» «Roberto deve risolvere la situazione in campo, io devo risolvere la situazione che non si vede».
«A fine giugno a Cagliari – spiega il dt - mi hanno detto che i bimbi per andare alla scuola calcio devono spendere troppi soldi e molte famiglie non possono permetterselo. Quindi io voglio capire bene come funziona il settore giovanile scolastico per riportare i bambini a fare questo sport abbassando i prezzi».
Altro punto sollevato da Ranieri, i bambini lavorano troppo poco sulla tecnica: «Le nazionali giovanili vanno bene e vincono perché noi siamo bravissimi tatticamente, meno tecnicamente. Bisogna tornare al dribbling, i bambini devono imparare a manovrare il pallone. Nei settori giovanili bisogna migliorare la tecnica individuale, questo cercherò di fare».
Roberto Mancini rilancia l’idea di un calcio più propositivo: «Cercherò di far giocare così bene l’Italia che i tifosi mi perdoneranno. Come mi immagino la loro accoglienza? Sono l'allenatore della nazionale, capisco che quando capitano queste cose ci possono essere persone contro. Cercherò di far giocare bene la squadra. Come si cancella il 2023? Io cercherò di mettere in campo una squadra che proverà a fare quanto fatto anni fa, i giocatori ci sono e gli va data fiducia. Cercheremo di giocare bene».
E questa volta, precisa, spera di andare avanti a lungo, «anche oltre i quattro anni di contratto». Il ct poi torna sulla sua prima esperienza in azzurro: «Il 90% dei giornalisti riteneva che la nostra squadra fosse settima o ottava in Europa, ma se in quattro anni non abbiamo mai perso vuol dire che qualcosa di buono l'abbiamo fatto. Se l'Italia va al mondiale come dovrebbe, poi diventa una delle squadre da battere. Anche se ci arriva da non favorita, poi siamo pericolosi. Ora dobbiamo formare subito una squadra e arrivare a questo, a qualificarci all'Europeo e al Mondiale».
Malagò legge un messaggio di Gigio Donnarumma: «Mi ha scritto, penso dal viaggio di nozze, per dirmi scelta perfetta, era quello che volevamo». E dice che un simile messaggio di approvazione gli è stato inviato sempre ieri sera dal suo predecessore, Gabriele Gravina.
