Cagliari da record: quattro vittorie nelle prime cinque giornate solo nell’anno dello scudetto
I numeri di una squadra da sogno, a ridosso delle corazzate in testa alla classifica. E senza voler scomodare il Mito, nel 1969-79 Gigi Riva fece tre gol nelle prime cinque, di cui uno su rigore: proprio come Maldini(Ansa-Griffoni)
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Quattro vittorie nelle prime cinque partite di campionato. Alzi la mano chi ci avrebbe scommesso, in un’estate che ha visto l’arrivo di diversi giovani ma anche l’addio di giocatori come Gaetano, Palestra ed Esposito.
È un Cagliari da sogno quello di questa prima, piccola, parte di campionato. Solo nell’anno dello storico scudetto, 1969-70, i rossoblù iniziarono con quattro vittorie nelle prime cinque. La quinta in quel caso fu un pareggio, questa volta una sconfitta, di misura, contro la corazzata Inter.
La squadra di Pisacane così va alla sosta lunga – ben due le settimane di stop per la Nazionale – a un solo punto dalla prima posizione in classifica occupata in coabitazione da Roma, Inter e Lazio (cui potrebbe aggiungersi il Como in caso di vittoria a Frosinone).
Corsi e ricorsi. Quell’anno dopo cinque giornate c’era Gigi Riva a tre gol, di cui uno su calcio di rigore. Il Mito è imparagonabile: ma ieri Daniel Maldini ha messo il terzo sigillo consecutivo, tutte reti decisive per la vittoria tralaltro. Anche lui dopo cinque giornate è a quota tre gol, di cui uno su rigore.
Ieri l’attaccante si è messo alle spalle le polemiche per l’incidente, ha giocato quasi un’ora nonostante la leggera contusione rimediata nello schianto con la sua Porsche a Milano. E Pisacane se lo coccola: «Quando è uscita la notizia, per scelta, non ho voluto nemmeno sentirlo al telefono. Ero sicuro che fosse pulitissimo, quello che è successo oggi certifica la buona fede del ragazzo», ha detto ieri nel post partita di Udine. «Se, anche per l’1%, non lo fosse stato sicuramente oggi non si sarebbe tolto la soddisfazione del gol. È un ragazzo di talento e non era nemmeno al 100%, perché aveva riportato una contusione nell’incidente, ma non ho mai dubitato di metterlo in campo. Sarebbe stato un errore, per l’alchimia che si sta creando».
Ieri si è visto anche il rientro, in grande stile, di Yerri Mina, autore di una partita praticamente perfetta. E poi i polmoni di Michel Adopo, il giovane talento di Paul Mendy pronto a sbocciare (è un classe 2007), le parate – straordinarie – di uno strepitoso Elia Caprile che ha tenuto in piedi il Cagliari sullo 0-0 e lo ha salvato dopo che si è portato in vantaggio.
C’è quella sensazione che si sia creata una splendida alchimia fra i tanti giovani e i pochi giocatori più esperti. E i meriti per la creazione di questo gruppo vanno senz’altro a Fabio Pisacane: arrivato in sordina, tra qualche mugugno di troppo, è riuscito a centrare la seconda miglior partenza della storia del Cagliari. E se per i tifosi è sempre lecito sognare, «noi dobbiamo restare con i piedi ben piantati per terra», spiega il tecnico. L’obiettivo resta la salvezza, grazie alla partenza record quest’anno si può ottenere in anticipo e senza grossi patemi. Per regalare ai tifosi un anno senza tribolazioni. E farli sognare, almeno per un po’.
(Unioneonline/L)
