Quattro vittorie nelle prime cinque giornate, tre su tre in trasferta: Fabio Pisacane entra ancor di più nella storia del Cagliari dopo lo 0-1 contro l’Udinese, che completa al meglio il primo blocco di partite della stagione (ora ci sarà la maxi sosta). «Sono felicissimo per i tifosi, che hanno bisogno di vivere queste emozioni», esulta il tecnico rossoblù. «È giusto che loro sognino, poi noi addetti ai lavori dobbiamo rimanere lucidi e sul pezzo. Gli obiettivi non si riscrivono a settembre, dopo aver fatto una partenza inaspettata sappiamo per cosa siamo costruiti e che – se molliamo la presa – diventa difficile».

Pisacane ammette le difficoltà, ma proprio per questo ritiene i tre punti ancora più belli: «Questa vittoria vale più di sei punti, perché ci sono delle volte dove vogliamo essere belli e altre dove dobbiamo essere forti. Oggi la squadra mi è piaciuta perché è stata forte», aggiunge. «La sofferenza non mi preoccupa, se è organizzata e accompagnata da spirito di sacrificio. Ma soprattutto condivisa da tutti. Il Cagliari sa che, per portare a casa certi risultati, c’è bisogno di mettere fuori l’animo battagliero».

Anche questa settimana, il Cagliari ha dovuto superare tante difficoltà dentro e fuori dal campo. Ma è andata ben oltre e ha portato a casa il risultato: «Al netto delle vittorie, quello che mi porto a casa è l’atteggiamento», afferma Pisacane. «Sicuramente oggi la nostra vittoria non rende giustizia all’Udinese, che è stata costruita per altri obiettivi, e per noi equivale a un risultato contro una squadra di prima fascia. Questo permetterà ai ragazzi di sopperire ad alcune mancanze».

Il protagonista – della settimana e non solo del giorno – è stato Daniel Maldini. «Prima della gara non gli ho detto niente, perché ho avuto modo di parlarci alla ripresa degli allenamenti», segnala Pisacane. «Quando è uscita la notizia, per scelta, non ho voluto nemmeno sentirlo al telefono. Ero sicuro che fosse pulitissimo, quello che è successo oggi certifica la buona fede del ragazzo. Se, anche per l’1%, non lo fosse stato sicuramente oggi non si sarebbe tolto la soddisfazione del gol. È un ragazzo di talento e non era nemmeno al 100%, perché aveva riportato una contusione nell’incidente, ma non ho mai dubitato di metterlo in campo. Sarebbe stato un errore, per l’alchimia che si sta creando».

Le scelte di Pisacane in questo inizio di stagione stanno dando risultati, come Paul Mendy al centro dell’attacco. «È un ragazzo del 2007, arrivato in Italia dall’altra parte del mondo due anni e mezzo fa senza avere niente. Si sono incastrate tante cose che oggi ci hanno messo nelle condizioni di metterlo a giocare con continuità, ha delle qualità che devono ancora sbocciare e altre sue innate. Va accompagnato e non condannato, sta acquistando fiducia e riesce a credere nel suo potenziale».

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