Parola di un giocatore dal grande potenziale e che alla classe e alla fantasia tipica dei sudamericani sa unire un pragmatismo europeo. Base di partenza gli undici gol (ben otto di testa) dello scorso campionato, peccato però che l'autore di tanti passaggi utili non sia più in squadra: «Non c'era solo Michele Fini», taglia corto l'ex attaccante del Rimini, «ma anche Andrea Cossu, molti assist mi sono arrivati anche da lui». Dal suo canto Jeda non vuole lasciare niente al caso, le promesse di fare bene e l'impegno, anche questa volta non mancheranno: «Conto di fare bene», sottolinea, «tutta la squadra si sta impegnando per fare le cose giuste dall'inizio. Non vogliamo ripetere la partenza della scorsa stagione. C'è andata bene, è vero, ma non sempre le situazioni favorevoli si ripetono». La città l'ha accolto come meglio non si potrebbe, il suo carattere da brasiliano solare e aperto gli ha facilitato le cose, Jeda, realista e concreto, in ogni caso, ci ha messo del suo: «Sto bene qui a Cagliari, è un ambiente ideale, l'ho sempre detto, sin dall'inizio della mia esperienza in Sardegna. Tutto questo mi ha aiutato, io penso di aver ricambiato tifosi e compagni dando del mio».

Adesso in squadra Jeda non sarà l'unico brasiliano, al suo fianco infatti avrà Nenè, attaccante che arriva dal campionato portoghese: «Non lo conosco ancora bene, con noi si è allenato poco, difficile dare un giudizio. Gli ho consigliato di impegnarsi, di cercare il gol ma anche di aiutare la squadra, mi è parso subito una brava persona». Il Cagliari viene dalla difficile gara con l'Alghero, le difficoltà nella manovra non sono sfuggite nemmeno a Jeda: «Per i carichi di lavoro non siamo stati brillanti e poi abbiamo trovato un avversario di valore. Sì, l'Alghero mi è piaciuto hanno una buona organizzazione, di sicuro non sono sprovveduti». Pronti i rimedi per rimettersi in carreggiata: «Adesso noi dobbiamo pensare ad allenarci e a correggere questi limiti entro l'inizio del campionato», aggiunge Jeda, «dobbiamo rivedere tutte le fasi di sviluppo del gioco, per questo Allegri ci ha chiesto, soprattutto in questo periodo, di fare tanto movimento». Non ha mai giocato per le Nazionali del suo paese, se Lippi un giorno dovesse chiamarlo, Jeda potrebbe accettare: «Di sicuro non dovrei dare spiegazioni a qualcuno per una mia eventuale scelta», taglia corto, quasi scherzando. Il calcio italiano ha perso diversi campioni, la serie A ha meno fascino agli occhi di un calciatore straniero? «Non direi», ammette l'attaccante di Allegri, «per me è sempre il campionato più importante». Chiusura con le notizie di mercato: «L'interessamento della Roma? Solo voci, essere avvicinato ad una grande società dimostra comunque che ho fatto bene».

FEDERICO FONNESU
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