Dato il gap in classifica di 12 punti, la trasferta di Ischia del 15 marzo non può essere definito uno scontro diretto, ma male farebbe l’Olbia e pure l’avversario a non approcciarla come tale.

Il recupero di ieri tra la formazione campana e la Flaminia Civita Castellana, vinto da quest’ultima 1-0, ha arrestato la corsa dell’Ischia, che veniva da tre vittorie consecutive: con 36 punti nel girone G la squadra di Simone Corino è a 3 punti dai playoff, ma il margine di vantaggio sui playout è di 4 lunghezze, non abbastanza ampio, insomma, per dormire sonni tranquilli.

Terzultima con 24 punti l’Olbia sta decisamente peggio, e se da un lato la sosta di domenica per la Viareggio Cup potrà essere sfruttata per recuperare i giocatori alle prese con problemi fisici, dall’altro rischia di spezzare il ritmo dopo due partite giocate come si devono giocare le partite per salvarsi. Contro la Flaminia, e nel derby col Budoni, l’Olbia non avrà giocato il miglior calcio della sua storia, ma intanto ha portato a casa 4 punti, roba che non si vedeva dalle prime giornate del campionato di Serie D.

A 8 giornate dalla fine della stagione regolare la salvezza diretta dista 9 punti, ma per cominciare i galluresi devono assicurarsi un posto nei playout, cercando di accorciare le distanze dalla tredicesima classificata, che è oggi l’Anzio (a +8), e guardandosi contemporaneamente le spalle, con le ultime della classe Cassino e Real Monterotondo che hanno ripreso a fare punti. Sperando che l’insolito orario della gara esterna con l’Ischia, in programma alle 11 del mattino, non rappresenti un handicap eccessivo.

Per la cronaca, nei quattro precedenti contro Budoni, Latte Dolce, Monastir e Costa Orientale Sarda i campani hanno registrato due vittorie e due sconfitte.

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