C'era poca luce, all'inizio. Tre punti in nove giornate, l'ultimo posto in classifica, e quella sensazione pesante di una stagione già compromessa prima ancora di entrare nel vivo. Invece il Burcei ha riscritto la sua storia, chiudendo il campionato di Seconda categoria al quinto posto e centrando l'obiettivo delle prime sei posizioni che, a un certo punto, sembrava pura utopia. A raccontare questa impresa è il tecnico Danilo Scuda, l'uomo che ha tenuto unito il gruppo nei momenti più bui e lo ha condotto fino a un traguardo insperato. «Sicuramente all'inizio è stato complicato, inutile nasconderlo. Quando hai tre punti dopo nove giornate e sei ultimo, tutto diventa più difficile: l'ambiente perde fiducia, i ragazzi sentono il peso dei risultati e anche ogni episodio sembra girarti contro. Però ho sempre creduto che questa squadra avesse valori molto più importanti rispetto a quello che diceva la classifica».

La svolta non è arrivata da un singolo episodio, ma da un cambio di mentalità costruito giorno dopo giorno. Scuda ha scelto di isolare il gruppo dalla pressione esterna, chiedendo ai suoi di dimenticare la classifica e concentrarsi solo sul lavoro quotidiano. Sul piano tattico, il Burcei ha trovato maggiore equilibrio tra le due fasi, diventando una squadra più compatta e capace di leggere meglio i momenti della partita. «Abbiamo smesso di guardare la classifica e abbiamo iniziato a pensare solo al lavoro quotidiano. Quando inizi a fare prestazioni continue cambia tutto. La squadra ha capito di potersela giocare con chiunque. Anche nelle partite più difficili vedevo atteggiamento, organizzazione e spirito di sacrificio. È lì che ho iniziato a credere davvero nella rimonta». 

In questa stagione straordinaria spiccano alcune individualità che hanno fatto la differenza. Su tutti Piero Serreli, autore di un campionato di altissimo livello con più di 30 tra gol e assist, risultando tra i giocatori dal rendimento più alto e continuo dell'intero girone. La sua qualità tra le linee e la capacità di accendere la squadra nei momenti decisivi sono state uno degli assi nella manica di Scuda.

Fondamentale anche l'apporto di Roberto Angioni, per tutti "Robertino", arrivato soltanto a dicembre e capace in pochi mesi di diventare il vice capocannoniere del girone. I suoi gol hanno trascinato il Burcei nella rincorsa alle prime posizioni, portando entusiasmo, personalità e peso offensivo nei momenti cruciali. «Robertino ci ha dato tantissimo dal suo arrivo, sia come qualità che come personalità. Ma il merito va condiviso con tutto il gruppo. Non posso dimenticare la crescita di ragazzi del vivaio come Andrea Concas, o la conferma del nostro capitano Cesare Frigau, giusto per citarne un paio. Certi traguardi si raggiungono solo quando tutti remano dalla stessa parte».

Uno degli aspetti più significativi di questa stagione è stato il collettivo, rimasto compatto anche nel momento più delicato. Nei periodi negativi è facile disunirsi o cercare alibi, ma il Burcei ha scelto una strada diversa: testa bassa e lavoro. Una risposta che ha sorpreso lo stesso allenatore e che, settimana dopo settimana, ha cominciato a produrre i suoi frutti. «I ragazzi sono stati straordinari. Da allenatore, vedere una squadra che non smette di credere nel lavoro anche quando i risultati non arrivano è forse la soddisfazione più grande. Sono orgoglioso soprattutto del percorso fatto. Arrivare quinti dopo una partenza del genere significa che il gruppo non ha mai mollato. Questo risultato non nasce per caso: nasce dal sacrificio, dalla pazienza e dalla capacità di restare uniti nei momenti difficili».

Il quinto posto finale assume un valore che va ben oltre la semplice classifica. Scuda, che in questa stagione ha imparato quanto sia fondamentale trasmettere stabilità nei momenti di difficoltà, guarda già avanti con la consapevolezza di avere tra le mani qualcosa di solido su cui costruire. «Nel calcio si passa velocemente dalle critiche agli elogi, ma un allenatore deve trasmettere stabilità. Nei momenti difficili bisogna continuare a lavorare senza perdere lucidità. E tutto questo non sarebbe stato possibile senza la presenza costante di una società forte e dei nostri ragazzi. Questa squadra ha dimostrato di avere carattere e valori importanti. La base costruita quest'anno deve essere e sarà un punto di partenza, non un traguardo».

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