Seconda categoria. Il Seulo chiude al terzo posto: una stagione da ricordare
Gran parte del merito di questa bella stagione va riconosciuto ad Alessandro Tocco, alla sua prima esperienza assoluta da allenatorePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una stagione di quelle che lasciano il segno. Il Seulo ha concluso il campionato di Seconda Categoria al terzo posto, alle spalle di San Basilio e Monreale, regalando ai propri tifosi mesi di calcio di qualità, identità e orgoglio di paese. Un risultato costruito mattone su mattone, con una rosa composta per il 76% da giocatori locali: 16 su 21, un dato che racconta più di mille parole il senso di appartenenza e la radice profonda di questa squadra.
Gran parte del merito di questa bella stagione va riconosciuto ad Alessandro Tocco, alla sua prima esperienza assoluta da allenatore. Un esordio da applausi. Tocco ha dimostrato fin da subito di avere le qualità del tecnico vero: capacità di leggere gli uomini, di motivarli e di farli giocare con un'idea di calcio riconoscibile e piacevole. Ha saputo costruire un gruppo coeso, in cui i giocatori locali si sono ritrovati attorno a valori condivisi, trasformando quella che poteva essere una limitazione — la scarsità di risorse esterne — in un punto di forza. Le ottime trame di gioco ammirate nel corso del campionato portano la sua firma. Una promessa del calcio dilettantistico sardo che il Seulo ha intenzione di confermare anche per la prossima stagione.
Se c'è un nome che riassume l'anima calcistica del Seulo, quel nome è Tore Boi. Classe 1987, nato e cresciuto a Seulo, capitano e trascinatore della squadra rossoblù, Boi ha chiuso la stagione 2025/26 con numeri da capogiro: 33 gol in 26 partite, l'ennesima classifica cannonieri conquistata in una carriera costellata di reti e soddisfazioni.
La sua storia è quella di un calciatore che poteva ambire a palcoscenici ben più grandi — e ci si è affacciato davvero. Dopo i primi calci al pallone tra le fila di Belvì e Seulo, il giovane Tore viene ingaggiato dall'Atletico degli ex patron cagliaritani Orrù, con cui disputa tre stagioni in Serie D (dal 2004 al 2007) e una in Eccellenza. Passa poi per Pula, Lanusei e il Cus Cagliari, prima di tornare definitivamente a Seulo nel 2013: da allora è diventato un punto fermo imprescindibile, segnando oltre 300 reti totali tra Serie D e campionati dilettantistici sardi.
Ma Boi non è soltanto gol. Come ricordano i suoi dirigenti, la sua leadership non si fonda su grida o ordini, bensì su un esempio costante e silenzioso. Lealtà, fiducia, rispetto: i valori che lo contraddistinguono dentro e fuori dal campo. Ha rinunciato a opportunità personali pur di restare a Seulo, e i compagni lo ripagano con devozione e fiducia incondizionata. È il capitano che ogni spogliatoio vorrebbe avere.
In questa stagione di soddisfazioni c'è però una nota profondamente triste che pesa sul cuore di tutto il mondo seulese. La recente scomparsa del presidente Roberto Mameli lascia un vuoto incolmabile. Uomo che ha dedicato tanto al calcio del suo paese, Mameli è stato un pilastro della società rossoblù, un punto di riferimento per giocatori, dirigenti e tifosi. Il terzo posto di questa stagione è anche un modo per onorarne la memoria e il contributo che ha dato al Seulo calcio.
L'obiettivo per il futuro è chiaro: confermare mister Alessandro Tocco e la gran parte della rosa attuale, preservando quel mix di qualità tecnica e spirito di appartenenza che ha reso questa stagione così speciale. Il terzo posto è un punto di partenza, non di arrivo. Con Tore Boi ancora in campo a fare la differenza, e un gruppo giovane e motivato alle spalle, il Seulo ha tutto per continuare a crescere e puntare ancora più in alto.
