Promozione: campionato al via il 14 settembre, due i gironi
Trentasei le squadre pronte a darsi battagliaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Con l’inizio del campionato fissato per il 14 settembre, la Promozione sarda è pronta a tornare protagonista. Trentasei squadre, suddivise in due gironi (A e B) si daranno battaglia in una stagione che si preannuncia equilibrata e affascinante. Ai nastri di partenza, oltre alle ventiquattro squadre aventi diritto, quattro neopromosse (Jerzu, Samugheo, Ozierese, Campanedda), cinque ripescate (San Giorgio Perfugas, Freccia Parte Montis, Baunese, Thiesi, Vecchio Borgo Sant’Elia) e tre retrocesse dall’Eccellenza (Ghilarza, Li Punti, Alghero).
A presentare il torneo è Giampaolo Zaccheddu, figura storica del calcio isolano, ex centrocampista e allenatore di lungo corso: «Due gironi con tante squadre gloriose», osserva . «Ci sarà grande equilibrio, come sempre sarà il campo a sancire i verdetti».
Nel dettaglio, individua le protagoniste: «Nel girone Sud ci sono squadre di tradizione come Villacidrese con un passato anche in Serie C, Selargius, Tharros, Guspini, Arborea, Castiadas, Terralba e Pirri. Non vedo una vera superfavorita, sarà un campionato molto combattuto».
Nel Nord, riflettori puntati sull’Alghero di Mauro Giorico: «Ha allestito una rosa importante, ma non sarà l’unica pretendente: Arzachena, Castelsardo, Ozierese e Thiesi sono altre nobili del calcio sardo».
Zaccheddu, nato il 9 agosto 1959, è stato uno dei centrocampisti sardi più talentuosi. Cresciuto nel Cagliari, ha esordito in D con l’Iglesias a diciotto anni, per poi disputare dieci stagioni nei professionisti: oltre 150 presenze in C2 e 14 in C1, vestendo le maglie di Mantova (con cui vinse la C2 nel 1985, segnando dieci reti), Sant’Elena, Sorso, Carbonia, e nuovamente Iglesias e Selargius.
In panchina ha vinto due campionati di Promozione con il Progetto Sant’Elia (2008/09) e con il Pula (2010/11), centrando anche Coppa Italia e Supercoppa regionale. Ha allenato inoltre Castiadas, che portò in Serie D tramite ripescaggio dopo aver centrato i playoff nazionali, Selargius, Arbus.
«Ho un legame speciale col Selargius», confessa. «Non è un momento facile, ma ammiro il presidente Giorgio Salis, che gestisce il club con dignità e crede nei giovani. Mi auguro che un giorno possa tornare in Serie D».
Da giocatore, con il Selargius vinse anche il campionato di Promozione nel 1989/90, precedendo il Sinnai. «Il calcio è cambiato molto», riflette. «Non alleno dal 2015, non mi riconosco più in certi ambienti, specie nei rapporti umani. Però mai dire mai: mi piacerebbe rientrare in un progetto educativo, con persone che condividano valori ed etica».
Il passato lo racconta con orgoglio: dieci anni in Serie D, in squadre costruite con tanti giocatori locali. «Nel Sant’Elena di Nenè, in C2 nel 1981/82, quasi tutti provenivamo dalla provincia di Cagliari. Oggi sarebbe impensabile. In Promozione ci sono tanti stranieri».