Pucci a Sanremo, i social si infiammano: «Fascista, omofobo e razzista». Lui nudo in barca
La prima polemica di questa edizione scoppia per il cabarettista milanese e le sue battute “scorrette”Andrea Pucci (Ansa)
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«Fascista», «omofobo», «misogino».
È trascorsa appena una manciata di minuti dall’annuncio contiano di Andrea Pucci co-conduttore a Sanremo nella serata di giovedì 26 febbraio che i social si infiammano per quello che viene definito «il punto più basso raggiunto da questo Festival meloniano».
E se il cabarettista milanese classe 1965, origini venete tradite dal vero cognome (Baccan), non ha mai fatto mistero della sua adesione a destra («Sono l’unico comico di destra», dichiarava al Giornale) a fare arrabbiare è il ventaglio di battute "scorrette”, per usare un eufemismo, che sciorina nei suoi spettacoli. Come quando nel 2022, con una gag sui tamponi anti-Covid, mise nel mirino l’influencer Tommaso Zorzi.
Contro la partecipazione dell’ex comico di “La sai l’ultima” e “Colorado” (ma anche di Laura Pausini e Morgan) si schiera Selvaggia Lucarelli: «Complimenti a Carlo Conti, dopo quella che non canta “Bella ciao” e lo stalker canterino amico di Giorgia, sul palco di Sanremo abbiamo anche Andrea Pucci, quello che fa bodyshaming su Elly Schlein, battute omofobe e finezze varie. È un bel presidente!».
Di TeleMeloni parlano anche i parlamentari Pd della commissione di vigilanza sulla Rai, che chiedono conto ai vertici di Viale Mazzini per la scelta di un comico «palesemente di destra, fascista e omofobo, già sulle cronache per aver preso in giro un ragazzo dello spettacolo per essere omosessuale. Un tripudio di volgarità mista a razzismo».
Non poteva mancare la nota del Codacons: «In un momento così particolare per il Paese, ci chiediamo se sia il caso di portare sul palco di Sanremo personaggi così divisivi e che in passato si sono distinti per battute volgari, razziste e omofobe. Senza entrare nel merito delle idee politiche di Andrea Pucci, quello che davvero sorprende è che la Rai abbia deciso di portare nell'evento più seguito della tv nazionale un comico accusato da più parti di lanciare messaggi sbagliati se non pericolosi. Una scelta in netto contrasto con le battaglie che si stanno conducendo in Italia contro bullismo, omofobia, misoginia ecc., ma che non è nuova a Carlo Conti, che lo scorso anno portò al Festival Tony Effe nonostante le forti proteste contro i brani sessisti e violenti del rapper». «La Rai – minaccia l’associazione dei consumatori - in caso di insulti, volgarità, o battute sessiste e razziste da parte del comico in occasione del Festival di Sanremo, sarà chiamata a risponderne nelle sedi opportune».
La prima vera polemica di questo Festival non sembra minimamente scalfire il monologhista, che festeggia la chiamata del direttore artistico mostrando le sue nudità su una nave, accanto a un bel salvagente: «Sanremo… sto arrivando!». «Però sul palco dell'Ariston mettiti almeno un costumino!», risponde Conti.
