Si è aperta con un minuto di silenzio, seguito da un applauso, dedicato alla memoria dell’ex sindaco Pasquale Ragnedda, recentemente scomparso, la conferenza rievocativa per i sessant’anni dell’Istituto Alberghiero di Arzachena.

Dopo l’apertura dei lavori da parte del professor Francesco Giorgioni e l’introduzione del dirigente scolastico, Antonello Pannella, hanno preso la parola il professor Franco Macciocco, primo preside dell’istituto, gli ex sindaci Piero Filigheddu, Tino Demuro e l’attuale, Roberto Ragnedda, insieme a rappresentanti sindacali, delle associazioni imprenditoriali del territorio, ex studenti e docenti.

Una serie di interventi rievocativi che hanno confermato il profondamente radicamento della scuola nella comunità di Arzachena e nella Gallura.

La celebrazione dei sessant’anni, avvenuta lo scorso 4 febbraio, è stata il secondo atto di un percorso iniziato il 13 dicembre dell’anno passato al teatro comunale.

Due date tutt’altro che casuali: riconducono entrambe infatti a Karim Aga Khan, fondatore della Costa Smeralda, ispiratore e sostenitore della nascita dell’istituto alberghiero, nato il 13 dicembre e scomparso proprio il 4 febbraio. A lui il Comune di Arzachena, qualche giorno fa, ha intitolato la storica Piazzetta di Porto Cervo.

I primordi dell'Istituto alberghiero oggi Ipsar sono stati raccontati dal professor Franco Macciocco, primo preside: era il 1965 e si partì con 45 studenti e pochi insegnanti; il primo anno l'istituto trovò ubicazione a Porto Cervo, con a disposizione un intero ristorante, dove venivano svolte le attività pratiche e alcune altre stanze (tre delle quali dell'Hotel Cervo), dove venivano impartite le lezioni teoriche. L’anno successivo ci fu il trasferimento all’Hotel La Conia di Cannigione, fino alla costruzione della sede attuale, resa possibile dall’acquisto, da parte del Comune, di 14 ettari e dal progetto dell’architetto Vico Mossa.

Oggi l’Ipsar di Arzachena è una realtà scolastico-professionale d’eccellenza: 650 studenti tra Arzachena e Budoni, provenienti da tutta la Sardegna, 80 convittori, 138 docenti e 75 unità Ata. Numeri che parlano di continuità e di crescita, ma soprattutto di una visione che, sessant’anni dopo, continua a formare competenze professionali adeguatamente all'altezza delle esigenze di strutture turistiche di qualità.

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