“Elden Ring”, l’adattamento di Alex Garland del celebre videogioco punta a un’uscita ancora lontana
Annunciato a maggio dello scorso anno da A24 e dalla software house nipponica Bandai Namco(foto simbolo Ansa)
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Sta succedendo sempre più spesso che gli universi dei videogiochi trovino nuova vita al cinema e in televisione. Dopo la cattiva nomea che questo genere di adattamenti si è trascinato fino ai primi anni Duemila, successi più recenti come le serie televisive di “The Last of Us” e “Fallout”, ma anche i due film d’animazione di “Super Mario” e l’ultimo capitolo cinematografico di “Mortal Kombat”, sembrano aver ormai definitivamente invertito il trend negativo, accontentando una volta per tutte i fan dei titoli originali e dimostrando soprattutto che le risorse del medium possono avere moltissimo da dire - se trattate con rispetto e attenzione - anche al di fuori delle sessioni di gioco davanti allo schermo.
Mentre siamo impazienti di scoprire, il prossimo 17 settembre, il reboot di “Resident Evil” a cura di Zach Cregger - titolo che, a giudicare dal prestigio del cineasta, promette di rilanciare la serie cinematografica oltre le più rosee aspettative - sono finalmente giunte notizie sul non meno atteso “Elden Ring”: film tratto dall’omonimo videogioco della casa di sviluppo giapponese FromSoftware e diretto dal cineasta britannico Alex Garland, noto in particolare per successi acclamati dalla critica come “Ex Machina”, “Civil War” e il più recente “Warfare - Tempo di guerra”, ma soprattutto per essere una delle menti principali dietro la creazione del franchise di “28 giorni dopo”.
Annunciato a maggio dello scorso anno da A24 e dalla software house nipponica Bandai Namco, che detiene i diritti del marchio, “Elden Ring” riprenderà la caratteristica ambientazione fantasy-horror per approfondire alcuni elementi specifici della trama originale. Come forse alcuni non sanno, l’IP è stata sviluppata in collaborazione con George R.R. Martin - creatore dell’universo di “Game of Thrones” - dando vita a uno scenario sconfinato, decadente e pregno di mitologia, ma anche estremamente complesso e stratificato sul piano narrativo, tanto da garantire al titolo oltre venti milioni di copie vendute e il premio come gioco dell’anno ai “The Game Awards” del 2022.
Nel pieno rispetto del materiale di partenza, dopo aver terminato il gioco ben sette volte, Garland punta a realizzare un adattamento il più scrupoloso possibile, con uscita mondiale fissata al 2028. Dopo oltre un anno d’attesa e alcuni scatti rubati di sfuggita dal set, A24 e Bandai Namco hanno confermato ufficialmente che le riprese del film sono terminate, a seguito di un intenso periodo di lavorazione durato ben sei mesi. È stato inoltre annunciato che da questo momento il film entrerà nella fase di post-produzione, con un ampio margine di tempo per raggiungere la qualità prefissata in vista dell’uscita.
A occuparsi del comunicato sui social è stato il prop maker Sean Schofield, che ha condiviso su Instagram la foto di un regalo di fine riprese e una nota di ringraziamento firmata direttamente dal regista e dai produttori: «Il lavoro dei sogni che supera tutti gli altri. Sei mesi intensi di sangue, sudore e lacrime per realizzare le cose più fighe di sempre insieme ai migliori del settore. Non potrò condividere altro per molto tempo, ma sono immensamente orgoglioso di ciò che abbiamo fatto».
In attesa di ulteriori dettagli, hanno scatenato la fantasia dei fan le prime immagini apparse in rete, che ritraggono l’estetica del film. Da quanto emerso, sembra che torneranno alcuni luoghi iconici come il castello di Grantempesta e la regione di Liurnia Lacustre. Sono stati inoltre avvistati alcuni dei personaggi principali del videogioco, come la Regina Marika, il Mangiasterco e Rogier il Mago, oltre a una lunga serie di oggetti ed elementi scenografici che hanno subito chiarito il rigore e l’accuratezza investiti nel riportare su schermo l’opera di riferimento.
Interessante ricordare, a questo proposito, quanto Alex Garland abbia dovuto lottare prima di convincere Hidetaka Miyazaki - presidente di FromSoftware - a concede le autorizzazioni per il film. Sembrerebbe infatti che il regista si sia presentato di persona agli studi della software house portando con se una sceneggiatura scritta di proprio pugno di circa 160 pagine, corredata di bozzetti e materiale visivo integrativo. Una prova evidente di quanto il cineasta intenda non solo omaggiare il prestigio del videogame e soddisfare le aspettative degli appassionati, ma anche realizzare, prima di tutto per se stesso, il film di “Elden Ring” che avrebbe sempre desiderato vedere.
