La torrida estate isolana sempre più ricca di musica, a cui si aggiunge ora uno speciale (e insperato) ritorno in scena: è tutto pronto a Carbonia per il Summer Is Mine Festival, in una nuova edizione che segue ben nove anni dopo l'ultima, ospitata nella vicina Iglesias. Un faro che riprende a brillare nel territorio sulcitano, e che fino al 9 agosto vede l'Arena Mirastelle animata da numerosi progetti sul palco, tra cui QuerciaKing Shepherd, Marta del Grandi e tanti altri ancora, in tre giorni di musica e socialità interamente a ingresso libero e gratuito.

Si comincia in data odierna alle 20, in una ripartenza nel segno della musica indipendente isolana e non solo, tornando all'originale missione della rassegna. Primo a conquistare gli spazi dell'arena è il folk psichedelico e tinto delle tradizioni sonore sarde del sassarese Lacana, a cui seguono le sperimentazioni elettroacustiche e minimali dell'italoamericana Emma Grace – già nota localmente per le collaborazioni con i C+C Maxigross, per arrivare infine alla star della serata Aka5ha, cantautore bolognese in movimento tra radici rap, elettronica e deviazioni folk: l'artista, che vanta una produzione affidata a nientemeno che Jacopo Incani (Iosonouncane), ha da poco esordito con l'album "Rifiorirai". A concludere la prima serata, il dj-set dell'artista e performer drag Riccardo Massidda con il progetto Ava.

Sabato 8 prosegue dalla stessa ora, vedendo il rumoroso rock del trio Dawzz ad aprire le danze, lasciando poi il posto a Lemura, eclettico progetto post-rock oggi unicamente del biellese Andrea Bertoli, seguito dal compagno di etichetta King Shepherd and the Lost Sheep (alias Matteo Carta), autore di uno scarno quanto viscerale folk bucolico e sospeso in suggestioni ambientali. E passando per l'atteso ritorno dei Sabbia, il cui acclamato "Domomental" (2023) ancora emoziona nelle sue tendenze stoner e industrial, si arriva all'headliner Marta Del Grandi: la cantautrice ha pubblicato all'inizio di quest'anno il nuovo "Dream Life", più recente capitolo del suo poliedrico e intimo indie-rock.  

La serata finale di domenica 9 parte un'ultima volta alle 20, in una speciale scaletta interamente affidata all'associazione Lee Van Cleef, storica promotrice del Festival. In scena il quartetto di Martina Garau (voce), Matteo Scano (pianoforte), Gianluca Tozzi (chitarra) e Marco Puddu (batteria), docenti della Scuola Civica di Musica carboniese in un repertorio jazz contemporaneo che fonde tradizione e modernità, il progetto alternative rock e grunge Llew Bard dell'isolano Marco Dell'Avvento, già attivo nella band tedesca Overworked Animals, l'omaggio di recentissima nascita Adharma Tribute Band, l'orchestra a sette La Nuit Tzigane, fra gypsy jazz, musica balcanica e influenze da tutto il mondo, e infine le selezioni senza confini di generi di Dj Buster Emme, veterano della scena rap del "profondo Sulcis".

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