Chi ha sempre coltivato un’inclinazione naturale per il musical e ha vissuto nel frattempo l’influenza delle serie televisive americane ispirate al mondo degli adolescenti, difficilmente avrà dimenticato il fenomeno di “Glee”. Lo show trasmesso dall’emittente Fox e creato da Ryan Murphy, ricordato anche per produzioni acclamate come “Nip/Tuck” e “American Horror Story”, ha spiazzato fin dall’episodio pilota con una proposta che non ha avuto paura di distinguersi dalla concorrenza, puntando sulla geniale congiunzione tra elementi teen drama e numeri musicali tratti dai grandi successi del genere pop.

Oltre al merito di una formula inusuale per il mercato, a decretare il successo della serie ha contribuito in particolar modo la notorietà e la bravura dei suoi giovani attori, tra cui sopratutto Lea Michele, Cory Monteith, Chris Colfer, Amber Riley, Kevin McHale, Jenna Ushkowitz, Mark Salling, Dianna Agron, Naya Rivera, Heather Morris e Harry Shum Jr. Un’esplosione di talenti che ha subito rapito il cuore degli spettatori, portandoli a condividere direttamente le loro doti canore, le loro lotte personali e le loro speranze per l’avvenire. Per l’alta qualità dei suoi elementi distintivi, “Glee” ha ricevuto una quantità smodata di premi e candidature nel corso dei più importanti eventi del settore, tra cui quattordici nomination agli Emmy Awards e due vittorie ai Golden Globe come miglior serie televisiva nel 2010 e 2011.

Al ricordo di “Glee”, purtroppo, è legata anche la scomparsa di alcuni dei suoi interpreti principali che, per le drammatiche circostanze in cui si sono imbattuti, hanno inevitabilmente condizionato la percezione della serie anche dopo la sua conclusione. Rimarranno per sempre impressi nella memoria dei fan Cory Monteith, morto per un eccesso di alcol e sostanze, Mark Salling, che ha deciso di togliersi la vita a causa delle complicazioni dovute ai suoi trascorsi legali, e Naya Rivera, mancata probabilmente in seguito a un annegamento, dopo aver lasciato il figlio al sicuro in barca.

Ripensando ai momenti trascorsi insieme, Jane Lynch - ricordata nei panni dell’irriducibile Sue Sylvester, uno dei personaggi più amati della serie - è tornata a parlare di Monteith e Rivera in una passata intervista a E! News, affermando a riguardo: «Erano così giovani, così entusiasti, come lo eravamo tutti. Ci rendevamo conto di vivere un momento straordinario quando lo show è diventato un grande successo. A causa di questo c'è un grande vuoto nelle nostre vite».

Anche Dianna Agron - nota nei panni della cheerleader Quinn Fabray - è intervenuta lo scorso anno in un episodio speciale del podcast And That's What You REALLY Missed, condotto dagli ex colleghi Kevin McHale e Jenna Ushkowitz, per ricordare l’amico e compagno di scena Cory Monteith. Descrivendolo come un “fratello maggiore” e come un “orsetto gigante”, ha raccontato: «Era capace di farti sentire accolto, sempre pronto a prendersi cura di chi aveva bisogno». Allargando poi il pensiero a tutti i membri del cast scomparsi, ha aggiunto: «È difficile accettare la loro assenza, perché dentro di me li sento ancora molto presenti - ha spiegato - non solo come colleghi, ma come amici e familiari. I ricordi che abbiamo condiviso resteranno per sempre vivi».

A oltre dieci anni dal finale di “Glee”, pur con il dolore che permane a seguito di queste tristi vicende, sembra che finalmente i tempi siano maturi per vedere il franchise tornare con un rifacimento completo. Ad annunciare questa novità è lo stesso Ryan Murphy, che ha affermato di voler riprendere a esplorare la serie con una versione ripensata in chiave più attuale. Ad averlo convinto, in particolare, sembra essere l’effetto inaspettato che “Glee” sta riscuotendo presso la generazione Z, dopo un passaparola serrato sui social e un numero di visualizzazioni sulle piattaforme digitali non inferiore agli ascolti originali registrati ai tempi dell’uscita.

In occasione della première di “The Shards”, il produttore ha accennato a una “nuova versione” della serie, senza ancora specificare se si tratterà di un reboot, di un sequel o di uno spin-off. Ha dichiarato nello specifico: «Quella serie è interessante perché è tornata di nuovo attuale. Adesso la guardano tantissimi ragazzi. E io mi sono detto: forse dovremmo riprenderla». E, riflettendo sui motivi che lo spingerebbero a riportare in vita lo show, ha aggiunto: «La nostalgia e l'affetto che provo sono sufficienti per farmi pensare che forse alle persone piacerebbe vedere una nuova incarnazione della serie, in qualche forma».

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