Claudio Lippi sbarca su Instagram: «Sono vivo e ho una lunga storia da raccontarvi»
Il leggendario conduttore, dopo le dichiarazioni a “Falsissimo”, crea un profilo social: «Voglio riprendere il rapporto con il pubblico. Sono un leone inca**ato»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Claudio Lippi, dopo la puntata di “Falsissimo” in cui è comparso in videochiamata, sbarca su Instagram: «Sono vivo, non sono in terapia intensiva come avrete probabilmente visto nel corso di altri appuntamenti», spiega in un video introduttivo. «Questo è un profilo nuovo – dice – lo devo soprattutto all’insistenza e al supporto di mia figlia Federica».
«Ho una lunga storia da raccontarvi. Se iniziamo oggi, non so se finiamo a Ferragosto», continua lo storico presentatore di decine di programmi tv, oggi 80enne, spiegando il motivo per cui ha accettato «di cuore questo suggerimento». Un modo dopo 21 anni di silenzio di «riprendere il rapporto con quello che per me è vita: il rapporto con il pubblico».
«Spero vi sia chiaro che Instagram è un modo per me di sentirmi vivo, perché sono vivo, sano magari non tanto, però sono vivo – aggiunge - La televisione è fatta di verità e di dignità. E io senza fare il guru e dare lezioni di vita, voglio dire la verità».
Oggi un nuovo video: «Ho letto centinaia di messaggi», rivela, dopo la sorpresa di ieri. «Tanti, non troppi, mi accusavano di sputare nel piatto in cui mangiavo» ma io «non sono una vittima, sono un leone inca**ato perché non gli è stato permesso da 21 anni di fare la televisione che molti di voi rimpiangono e vorrebbero. Abbiamo già perso molti maestri ma ci sono ancora io e finché ci sono, non ce n’è per nessuno».
«Non è mai stato nel mio interesse screditare qualcuno – scrive in un post -. Giammai ho fatto gossip, né ho cercato di sminuire l’operato altrui. Non fa parte della mia storia, non fa parte del mio modo di essere, e non fa parte dei miei valori. Le mie parole, quando arrivano, sono semplici osservazioni. Osservazioni di un mondo che oggi non mi appartiene più. Di meccanismi lontani dal mio vivere, da schemi e sistemi che non riconosco come miei. Non per superiorità, non per giudizio, ma per differenza. Io rispetto profondamente gli ideali degli altri. Non ho rabbia verso chi sceglie strade diverse dalle mie. Ognuno ha il diritto di esprimersi e di lavorare secondo ciò in cui crede. La mia non è mai stata una battaglia contro qualcuno. La mia, semmai, è una delusione silenziosa. Una delusione nata dall’esclusione».
Non entra per il momento nel dettaglio di quanto ha vissuto, ma in generale parla di «un sistema che non sentivo mio, che non rispecchiava ciò in cui credo e il modo in cui ho sempre pensato la comunicazione. Ho scelto, a un certo punto, di restare fedele a me stesso. E so bene che questa scelta ha avuto un prezzo. L’ho pagato. Senza clamore, senza vittimismo, senza accuse. Con la consapevolezza che non tutto ciò che si perde è una sconfitta. Non ho rancore. Non cerco rivincite. Cerco solo verità, coerenza e rispetto».
E se oggi parla, «lo faccio non per dividere, ma per chiarire. Non per alzare la voce, ma per restituire dignità al silenzio che ho scelto tante volte. A chi ascolta con attenzione, a chi sente senza bisogno di schierarsi, va il mio grazie più sincero. Io continuo a credere che esista spazio per un modo diverso di comunicare. Un modo più umano. Un modo più pulito. Un modo che, semplicemente, mi assomiglia».
(Unioneonline/D)
