Depositato oggi in Procura a Sassari un esposto sulle cause e le eventuali responsabilità che hanno portato alle attuali condizioni del bacino del Cuga. L'autore della richiesta di chiarimento è il Centro Studi Agricoli, attraverso il presidente Tore Piana e il vicepresidente Stefano Ruggiu.

«Con l'atto presentato – si precisa in un comunicato – il Centro Studi Agricoli chiede agli organi competenti di verificare chi abbia assunto la decisione di svuotare quasi completamente il lago del Cuga, per quali motivazioni e perché non siano state attivate e aperte le paratie del sistema Temo-Cuga per consentire il travaso delle acque dal lago Temo verso il bacino del Cuga, così da salvaguardare le riserve idriche destinate all'irrigazione».

Secondo quanto riferisce il Csa, riportando i dati Enas del 9 luglio, «nel lago del Cuga risultano presenti appena 2.147.000 metri cubi d'acqua. Di questi, circa 800.000 metri cubi sono costituiti da acque morte e fanghi, rendendo la quantità realmente utilizzabile estremamente ridotta. Una situazione che, secondo il Centro Studi Agricoli, risulta addirittura più grave di quella registrata durante la siccità straordinaria dello scorso anno».

«Da questo momento – dichiarano Piana e Ruggiu – non spetta più a noi individuare eventuali responsabilità. Saranno la Magistratura e gli organi competenti a verificare se vi siano responsabilità amministrative, contabili o di altra natura. Il nostro compito era quello di rappresentare una situazione che riteniamo estremamente grave e che rischia di provocare danni irreparabili».

Il Centro denuncia le preoccupazioni degli agricoltori per le colture che potrebbero, si rimarca, «rimanere senza acqua irrigua e andare incontro alla perdita del raccolto per il secondo anno consecutivo». Vi è poi l'attesa per gli 8,8 milioni di euro, ancora non percepiti dagli agricoltori, stanziati dalla Regione Sardegna per gli indennizzi relativi alla mancata irrigazione dello scorso anno.

«Abbiamo deciso di compiere questo gesto – concludono Tore Piana e Stefano Ruggiu – perché il silenzio degli enti competenti è diventato assordante e incomprensibile. Gli agricoltori della Nurra meritano risposte immediate, trasparenza e soprattutto la certezza che tutte le decisioni assunte nella gestione della risorsa idrica siano state prese nell'interesse del territorio e nel rispetto della legge».

L'esposto è stato trasmesso, per conoscenza, anche alla Corte dei Conti, alla Prefettura di Sassari, all'Enas, al Consorzio di Bonifica della Nurra e alla Presidenza della Regione Autonoma della Sardegna.

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