Delitto Sedda, Sircana si difende e incolpa un altro giovane: «Non ho ucciso Mario»
L’udienza è stata rinviata al 24 settembrePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Non ho ucciso io Mario Sedda». Comparso questa mattina davanti al collegio dei giudici del Tribunale dei minorenni di Sassari, presieduto da Guido Vecchione, l’imputato Emanuele Sircana ha sostenuto a sua difesa di non essere l’autore dell’omicidio del poeta di strada, il 39enne di Porto Torres torturato e assassinato la notte tra il 29 e il 30 marzo 2021.
Durante l’esame Sircana, interrogato dal pubblico ministero, Laura Bassani, ha accusato dell’omicidio un altro giovane presente quella sera di cinque anni fa nell’area verde tra via dell’Erica e via Sassari, all’ingresso della città, sostenendo di aver assistito alla lite e all’aggressione da parte di quest’ultimo nei confronti di Sedda, colpito con una pietra e con dei fendenti, approfittando del suo stato di incoscienza per l’assunzione di alcol.
«Gli ho strappato il coltello dalle mani e l’ho buttato via, poi sono scappato con la cassa trolley», ha dichiarato Sircana assistito dall’avvocata Alessandra Delrio. In aula anche gli avvocati Pietro Diaz, legale di Eleonora Sedda, sorella della vittima, e Costantino Biello legale del figlio e della ex moglie di Sedda.
«Il mio assistito ha raccontato la sera dell’omicidio, dichiarando di essere stato presente, ma escludendo la sua responsabilità», ha detto Delrio. Per Diaz «il racconto dell’imputato confligge con le risultanze processuali ed entra in contraddizione con le sue precedenti esposizioni rese sotto forma di dichiarazione spontanea in altre occasioni del processo».
In aula sono state sentite la compagna e la madre dell’imputato, entrambi testimoni a difesa. L’udienza è stata rinviata al 24 settembre per la chiusura dell’istruttoria attraverso l’esame di altri quattro testi della difesa, mentre il 22 ottobre è stata fissata la data dell’udienza per la discussione delle parti.
