Diffondere la cultura della protezione civile e rafforzarla. È il messaggio emerso nell’incontro di Sassari dei giorni scorsi, organizzato, nella Sala Angioy della Città Metropolitana, dal settore Politiche per il personale e Servizi alla cittadinanza del Comune su iniziativa del sindaco, Giuseppe Mascia.

L’ospite d’eccezione era Giuseppe Napolitano, vicecapo di Gabinetto di Roma Capitale con delega alla protezione civile e alla sicurezza, uno dei massimi esperti su questi temi in Italia. «Ai dirigenti del Comune- ha affermato- riferirò sulle grandi difficoltà in cui versa il modello di protezione civile territoriale e di tutti i Comuni». Perché i rischi che incombono sui cittadini sono diversi e bisogna stare all’erta. «Partiamo da una consapevolezza di cosa avvicina tutti i Comuni d’Italia: o hanno avuto una calamità o la avranno. È la statistica che è contro di noi. Bisogna prepararsi. Non si sarà mai sufficientemente bravi per affrontare tutte le emergenze che arriveranno ma certo un po' più pronti per mitigare gli effetti di qualche calamità e ridurre il costo per tutti».

Tra le criticità più immediate e tangibili vi è quella dell’emergenza calore, su cui anche il Comune di Sassari si è attivata dando vita alla rete dei rifugi climatici. «Bisogna pensare a una strategia di lungo periodo per l’adattamento climatico- dichiara Napolitano- A Roma l’abbiamo fatto ma non è un qualcosa che è destinata domani a risolvere tutti i problemi, nessuna amministrazione può farlo. Ma si può agire progressivamente, per esempio, nelle scuole, nelle strutture per anziani, o creando isole di fresco per chi non ha la climatizzazione».

«Può sembrare banale quello che abbiamo fatto a Roma questa estate- racconta una iniziativa nella capitale- ma anche dare la disponibilità di cinema e teatro gratuiti per gli anziani che possono assistere a uno spettacolo in uno spazio climatizzato, ha significato dare un piccolo sollievo».

Napolitano si è soffermato poi sulle distorsioni comunicative che rendono difficile rendere incisivi i messaggi istituzionali, e sul tema della sicurezza, ricordando un’altra iniziativa dal grande significato. «Abbiamo distribuito dei braccialetti alle giovani che vanno in giro di notte durante la movida. Lo strumento rileva le tracce di alcuni prodotti chimici che alterano magari dei drink. Non risolviamo così il problema della sicurezza ma lo scopo è attivare la consapevolezza di chi porta il braccialetto. E che potrà domandarsi: Come è intenzionata nei miei confronti questa persona che mi offre da bere?». «L’obiettivo- conclude- è risvegliare la voglia di proteggersi delle persone e questo riguarda sia la protezione civile che la sicurezza».

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