Sassari, Rio Calamasciu: via libera a progetto esecutivo da 1 milione e 900 mila euro
La giunta accelera sulla messa in sicurezza del tratto tra Predda Niedda Sud e Caniga. Approvata la dichiarazione di pubblica utilità per gli espropriPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Mettere fine ai rischi potenziali e ai disagi del rio Calamasciu a Sassari in caso di piena e allagamenti. Con il via libera al progetto esecutivo delle opere da 1 milione e 900 mila euro, la giunta comunale accelera sull’iter che risolverà le problematiche idrauliche del tratto tra Predda Niedda Sud e Caniga. Dove il fiume, tombato con la nascita della zona industriale, è diventato negli anni un pericolo in caso di forti piogge. Proprio il carattere imprescindibile dell’iniziativa ha portato, da parte dell’esecutivo, alla dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, l’atto che avalla gli espropri che si renderanno indispensabili.
Il percorso sul rio Calamasciu è iniziato con la precedente amministrazione che, in questo senso, aveva detto sì alla variante urbanistica per ottenere dalla Regione l’autorizzazione per un primo lotto di lavori, dal costo totale è di circa 6 milioni e 900 mila euro. Variante fondamentale visto che, nelle aree coinvolte, si trovano tre zone vincolate vicino ai nuraghi Giagamanna, Li Luzzani e Casteddu di Sant’Anatolia. Sarà sempre la Regione a finanziare la quota di 1 milione e 900 mila euro, tramite i fondi della programmazione Por Fesr 2014-2020. Titoli di coda quindi per la catena amministrativa, il cui abbrivio, nell’aprile 2019, ha visto già aggiudicare il servizio di progettazione dei lavori al raggruppamento temporaneo di professionisti di cui è capogruppo la milanese Etatec studio Paoletti e di cui fanno parte lo Studio Tecnico Associato 4E di Sassari, il geologo Angelo Vigo di Quartu Sant’Elena, la geologa Donatella Giannoni di Sassari e la dottoressa Emanuela Atzeni di Monastir.
Di un anno fa invece il progetto esecutivo mentre, negli ultimi mesi, la gestione del tutto è passata attraverso il servizio Difesa del suolo, in seguito ad alcune modifiche nella macrostruttura, dal settore Infrastrutture della mobilità e Traffico al al settore Ambiente. Conclusa poi in modo positivo la conferenza dei servizi, così come l’accertamento sulla qualità del progetto da parte degli esperti incaricati, anche in questo caso, in raggruppamento temporaneo tra professionisti con la Giamberardino Srl e l’ingegnere Antonio Fraghì. Infine è giunta la nomina del Responsabile unico del progetto, l’ingegnere Giuseppe Mundula. «Le criticità del canale coperto tra la Predda Niedda Sud e Caniga sono note a tutti da molto tempo», dichiara Pierluigi Salis, «ma ora siamo finalmente nelle condizioni di effettuare gli interventi necessari a mitigare i rischi e i disagi che quella parte della città ha dovuto patire a più riprese e per molti anni».
