Bandiere a mezz’asta nel palazzo del municipio del Comune di Porto Torres, per celebrare il Giorno del Ricordo, una ricorrenza istituita con la legge n. 92 del 30 marzo per conservare la memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale al termine del secondo conflitto mondiale. È stato scelto il 10 febbraio perché in quella data, nel 1947, furono firmati i Trattati di Pace a Parigi con i quali si assegnavano l’Istria, Quarnaro, Zara e parte del territorio del Friuli-Venezia Giulia alla Jugoslavia. I territori in questione erano stati assegnati all’Italia con il Patto di Londra, mentre la Dalmazia venne annessa a seguito dell’invasione nazista in Jugoslavia. Con il ritorno di questi territori alla Jugoslavia, ebbe inizio una rappresaglia feroce che colpì migliaia di cittadini italiani innocenti che vennero uccisi e gettati nelle foibe o deportati nei campi sloveni e croati, dove morirono di stenti e malattie. Molti riuscirono a fuggire: un esodo di massa che coinvolse tra le 250 mila e 350 mila persone tra il 1945 e il 1956. Secondo le stime furono tra i 5 mila e i 10 mila gli italiani vittime delle foibe, le tipiche fenditure carsiche formate da profonde caverne verticali nelle quali venivano gettate le vittime, spesso ancora in vita.

 

© Riproduzione riservata