Condannato a 15 anni di carcere con l’accusa di strage. Questa la sentenza emessa, in tribunale a Sassari, con il rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica, per Antonio Maria Pani, il 64enne che, nell’aprile 2025 a Ozieri, aprì il gas nel proprio appartamento. Prima aveva allertato il 112 sostenendo di aver ucciso la moglie, causando così l’arrivo dei carabinieri.

Sarebbero stati loro il vero obiettivo dell’uomo che aveva sigillato ogni fessura impedendo la fuoriuscita del gas e sarebbe stato pronto a far esplodere la palazzina mentre si trovava nella cantina del complesso. Il tentativo non andò in porto, sempre che la sua intenzione fosse quella, e i militari dell’Arma intervenuti al comando del maggiore Gabriele Tronca, comandante della Compagnia di Ozieri, riuscirono a impedire che la situazione potesse divenire tragica.

La pm Maria Paola Asara ha sollecitato 20 anni di reclusione, chiedendo il bilanciamento delle attenuanti generiche, date le patologie dell'imputato, con le aggravanti. Il gup Gian Paolo Piana ha disposto per l’uomo, difeso dall’avvocata Antonella Chirigoni, 15 anni.

Pani, pochi giorni prima dell’episodio descritto, era stato condannato per vilipendio a 9 mesi, accusato di danneggiamento della lapide commemorativa di Walter Frau, carabiniere ucciso a Chilivani il 16 agosto 1995 in uno scontro a fuoco con alcuni rapinatori in cui perse la vita anche l’altro militare presente, Ciriaco Carru.

© Riproduzione riservata