Ozieri, ricerca Caritas: il 24,3% degli anziani vive in solitudine
Autosufficienti, non hanno bisogno di aiuti economici. Ma in molti soffrono delle più disparate patologiePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nella chiesa di San Francesco, la comunità di Ozieri si è ritrovata numerosa, nei giorni scorsi, per un importante evento dedicato alla terza età. Durante la serata è stata presentata la ricerca “Diversamente giovani: bisogni e desideri degli anziani nella città di Ozieri”, un’indagine promossa dalla Caritas diocesana di Ozieri insieme al Servizio Studi e Ricerche di Caritas Sardegna. Dopo i saluti di don Marco Statzu, delegato regionale di Caritas Sardegna, il direttore della Caritas di Ozieri, don Antonio Loi, e la coordinatrice di Legami d’Argento, Francesca Sanciu, con un tuffo nella storia hanno spiegato le ragioni che hanno indotto a promuovere la ricerca, illustrando i passi compiuti e gli esiti maturati in termini di relazioni, collaborazioni e nuove sinergie. Nel loro intervento hanno ripercorso le origini del progetto: un cammino di prossimità avviato già nel 2018 con l’iniziativa pilota “Mai più soli”, bruscamente interrotto dal lockdown del 2020 e rinato nel 2024 all’interno del programma Legami d’Argento. Hanno rimarcato come l’ascolto diretto degli anziani non sia un semplice atto statistico, ma la forma più alta di carità e di advocacy, capace di dare voce anche agli “anziani sognatori”, ancora pronti a dare un contributo attivo alla comunità. Questa prima panoramica ha introdotto il momento successivo: l’esposizione dettagliata e coinvolgente dei risultati della ricerca a cura di Raffaele Callia.
L’analisi quantitativa illustrata dal responsabile del Servizio Studi e Ricerche di Caritas Sardegna ha rivelato una comunità caratterizzata da una solida stabilità economica (l’89,6% degli intervistati non necessita di sostegni al reddito) e da un’alta autosufficienza (81,0%). Tuttavia, i dati svelano un profondo “paradosso della salute”: ben il 75,6% del campione soffre di patologie, che nel 67,8% dei casi sono croniche. Sul piano sociale, Raffaele Callia ha inoltre acceso i riflettori sulla “femminilizzazione della solitudine”, evidenziando che il 24,3% degli anziani vive solo e, in questo sottogruppo, l’85,7% è donna, una fragilità silenziosa legata principalmente alla vedovanza. Al di là dei numeri, la ricerca ha portato alla luce dinamiche profonde e spesso invisibili, come la “vergogna del bisogno”, quel pudore sociale che spinge molti anziani a rifiutare gli aiuti pubblici o a non voler “disturbare” i figli, segnale di una progressiva fluidificazione dei legami familiari tradizionali. Le storie raccolte hanno poi mostrato le due facce della terza età a Ozieri: da un lato la forza vitale dell’invecchiamento attivo, dall’altro il rischio concreto di un “esilio relazionale”. Questa esclusione viene amplificata dalla stessa morfologia urbana di Ozieri, dove le tipiche case verticali “a pipiri”, piene di scale, rischiano di trasformarsi in prigioni dorate che espellono i residenti più fragili verso periferie più comode ma meno socializzanti. L’opera è ricca di spunti di riflessione perché combina l’analisi puntuale di dati alle narrazioni biografiche di 115 anziani over 65 di Ozieri che hanno aperto le porte di casa e del cuore, integrate dalla ricerca con focus group mirati: una vera e propria ricerca-azione capace di unire la sociologia dei dati all’antropologia delle storie umane. Sul filo delle emozioni si è poi dato spazio ai volti e alle voci dei protagonisti, con le toccanti testimonianze di Barbara e Giovanna, “Angeli della cura” che hanno partecipato attivamente alle attività di Legami d’Argento. La tavola rotonda, moderata dalla giornalista Stefania Pusceddu, ha poi tracciato la rotta per il domani. Al dibattito hanno preso parte ospiti autorevoli, come il Vescovo della Diocesi di Ozieri Mons. Corrado Melis, il Sindaco di Ozieri, Marco Peralta, e l’assistente sociale del Comune e componente del PLUS, Elvira Sanna, Pinuccio Becca, Presidente Onorario del Circolo Pensionati Ozieresi – Centro “Cav. Tonino Becca”, Claudio Farina, giovane portavoce della Società Beata Vergine del Rimedio e Raffaele Callia. Partendo dalla fotografia nitida scattata dall’indagine e dagli spunti offerti dalle testimonianze, si è parlato dei prossimi passi per contrastare l’isolamento sociale, favorire l’invecchiamento attivo e promuovere un fruttuoso dialogo intergenerazionale. Tutti i relatori hanno concordato sulla necessità di rafforzare alleanze, proseguendo lungo un cammino già avviato che a Ozieri mette al centro l’ascolto e la relazione. L’obiettivo è quello di tessere reti di solidarietà solide e ricucire il tessuto sociale del vicinato per prendersi cura degli anziani, accogliendo non solo i loro bisogni materiali, ma anche i loro desideri, grazie alla vicinanza delle nuove generazioni.
