Assalto alla Mondialpol: bottino forse inferiore al previsto, si indaga sulla provenienza delle armi
La vedetta nella garitta, nonostante la pioggia di fuoco, ha avuto la freddezza di lanciare l’allarme, facendo attivare tutte le procedure di sicurezza. Presi solo i soldi nella sala conta(Calvi)
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Sembra da rivedere al ribasso la cifra sottratta alla Vedetta 2 Mondialpol, venerdì sera, da un commando armato in via Caniga a Sassari. Molto lontana dai 20 milioni ipotizzati inizialmente, dato che i banditi si sono appropriati solo delle somme in lavorazione nella sala conta, luogo in cui si conteggiano i soldi e se ne trovano in quantità molto più esigua rispetto al caveau, rimasto inespugnato.
Provvidenziale la freddezza della vedetta nella garitta, che nonostante la pioggia di proiettili ha avuto abbastanza sangue freddo da lanciare l’allarme in modo da far attivare le procedure di sicurezza che hanno consentito di blindare il caveau e mettere al sicuro i dipendenti.
Ieri il ritrovamento del Fiat Ducato “cabriolet”, modificato rimuovendo il tetto per facilitare le operazioni di scarico delle banconote. Ci si chiede perché i banditi se ne siano disfatti con ritardo.
E si indaga sulla provenienza delle armi: l’Est Europa, crocevia di traffici di armi da guerra, o il dark web dove si trova tutto. Oltre ai kalashnikov i banditi hanno usato anche pistole: o glock calibro 9 per 21, in dotazione anche alle forze dell’ordine, o 9 mm parabellum, tra le più diffuse.
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