01 novembre 2012 alle 16:01aggiornato il 01 novembre 2012 alle 16:01
Record della disoccupazione giovanileMedde boccia la flessibilità: "Ora basta"
La disoccupazione giovanile in Sardegna, nella fascia 15-24 anni, supera il dato nazionale."Mentre la politica discute di tanto altro, lontano però dai problemi della società, la disoccupazione giovanile in Sardegna, nella fascia 15-24 anni, supera il dato nazionale diffuso dall'Istat di oltre sette punti. In attesa del dato di fine 2012, l'ultimo indicatore riporta un tasso di disoccupazione per l'Isola del 42%, con un picco nella Provincia di Sassari del 50%, Olbia Tempio 45% e Oristano e Cagliari 43%. Nella fascia di età 25-34 anni siamo al 19%". E' la denuncia del segretario della Cisl, Mario Medde, che chiede interventi urgenti ed una svolta nella politica. "Si tratta di dati che riflettono una realtà ben peggiore - ha aggiunto Medde - perché non viene considerato il fenomeno dello scoraggiamento. L'attenzione a questo drammatico problema che dovrebbe essere una priorità per la politica e per le istituzioni, non è adeguata agli effetti che produce nelle persone e nelle famiglie. La ricetta della maggiore flessibilità in entrata e in uscita nel mercato del lavoro, si è dimostrata fallimentare, ha creato invece maggiore precarietà senza recare vantaggio alcuno alle imprese. Il problema vero riguarda la crisi produttiva e del lavoro e la totale assenza di vantaggi fiscali e l'abbattimento delle diseconomie esterne al processo produttivo che non consente la competitività necessaria e l'incremento degli organici. Viene occultata una questione altrettanto importante e cioè il dimagrimento enorme dello Stato e del Parastato e della Pubblica Amministrazione in genere. Nell'Isola è dunque indispensabile un programma straordinario di lavoro per i giovani, coinvolgendo pubblica amministrazione e privato, soprattutto quello sociale, la fiscalizzazione ridotta per i contratti di ingresso e l'utilizzo della leva fiscale, a favore della imprenditoria sarda. Indispensabile è il ruolo della formazione professionale e della scuola per garantire, attraverso la conoscenza, le qualifiche e le specializzazioni, un valore aggiunto ai giovani, alle famiglie e alle imprese".
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