È stato inaugurato, a Sestu, nella sede della cooperativa S’Atra Sardigna in località Magangiosa, il primo impianto in Sardegna e uno dei primi in Europa per la lavorazione della mandorla biologica.

Con un investimento di 700 mila euro, è stato realizzato grazie al contratto di filiera del Pnrr. «Le mandorle arrivano qua e vengono lavorate per essere pronte per ricavarne vari prodotti, mentre prima occorreva inviarle a stabilimenti diversi. Un passo importante per noi che crediamo in una filiera biologica certificata e radicata nel territorio», ha detto il presidente di S’Atra Sardigna, Mario Cirronis.

L’impianto conta su circa 70 ettari già impiantati e una dozzina di produttori biologici associati alla cooperativa. La Regione Sardegna ha stanziato 15 milioni di euro per sostenere lo sviluppo della mandorlicoltura sarda, un settore in forte crescita, grazie alla domanda crescente di mandorle e derivati vegetali.

L'impianto di lavorazione
L'impianto di lavorazione

L'impianto di lavorazione

«Per anni in Sardegna abbiamo coltivato bene la mandorla e poi l'abbiamo vista partire grezza, lavorata altrove, con il valore aggiunto che usciva dall'isola. Con l'impianto di Sestu inauguriamo un pezzo che mancava, gestito dai produttori agricoli, per giunta biologici», ha detto Ignazio Cirronis, presidente del Biodistretto Sud Sardegna e Arcipelago del Sulcis. Nell’impianto si svolgono tutte le fasi, dalla smallatura all’essiccazione, fino alla sgusciatura e calibratura, e c’è anche una macchina trita cortecce per fare biomassa e pellet.

Mario Cirronis, presidente di s'Atra Sardigna, descrive l'impianto

Nella stessa giornata è stato inaugurato anche il Biofestival, organizzato dal Biodistretto sud Sardegna Arcipelago del Sulcis: «Volevamo dedicare il primo fine settimana al tema della produzione», ha detto il coordinatore Paolo Costa, «le prossime tappe saranno a Serramanna, Calasetta, Quartu, Monastir, Senorbì, per far conoscere i produttori locali».

Presente al taglio del nastro anche la sindaca Paola Secci: «Questo è un nostro orgoglio perché la vocazione di Sestu è agricola», ha detto, «noi sindaci inoltre abbiamo partecipato alla nascita del biodistretto, avviato nel 2021 e riconosciuto dalla Regione nel 2023».

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