Un incidente sulla vecchia 131, al quale era seguita la lite. Poi una lunga scia di intimidazioni, minacce, violenze con il pretesto della pretesa di un risarcimento.

Protagonisti della vicenda conclusa con l’arresto da parte dei carabinieri di Sestu sono  un 25enne originario del Sulcis e un 50enne di nazionalità serba, entrambi domiciliati a Sestu, rintracciati nel comune di Capoterra, e un 19enne originario dell’oristanese e residente a Dolianova, localizzato a Fluminimaggiore. Tutti di etnia rom.  La loro vittima era un’imprenditrice cinese, moglie dell’automobilista con il quale il venticinquenne del gruppetto aveva avuto un incidente stradale a metà dicembre. 

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti il giovane, con la complicità degli altri indagati, avrebbe messo in atto una sistematica campagna di pressioni e minacce nei confronti della donna, titolare di un’attività sulla vecchia 131. Il gruppo si sarebbe presentato con cadenza quasi giornaliera,  pretendendo con metodi intimidatori la consegna di denaro contante come risarcimento per il danno subito. 

Le indagini condotte dai carabinieri, supportate dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte, hanno consentito di documentare le reiterate estorsioni e di ipotizzare le responsabilità dei singoli, ai quali vengono contestati, a vario titolo e in concorso, i reati di minacce, lesioni personali aggravate, violenza privata, atti persecutori e tentata estorsione.

I tre sono stati rinchiusi in carcere a Uta. 

(Unioneonline)

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