Sono passati cinque mesi dal passaggio dell’uragano Harry, i danni provocati sono ancora visibili, ma degli aiuti promessi dalla Regione e dal Governo a Pula non c’è alcuna traccia. Dagli scavi archeologici di Nora sino ad arrivare alla costa di Santa Margherita, con emergenze che toccano pure la zona montana de Is Cannoneris: il conto presentato dalla calamità naturale che lo scorso gennaio si è abbattuta su Pula e su altri centri costieri dell’Isola è salato, ed è chiaro che il Comune non potrà risolvere da solo queste emergenze.

Il sindaco, Walter Cabasino, lancia un appello agli enti sovraordinati ormai non più per salvare questa stagione turistica, ma quella del prossimo anno: «Siamo seriamente preoccupati, i danni superano i 14 milioni di euro, con le nostre risorse abbiamo cercato di tamponare le emergenze, ma è chiaro che senza gli aiuti promessi da Regione e Governo non saremo in grado di risolvere la lunga lista di criticità provocate dal passaggio dell’uragano. La strada che conduce al Parco archeologico di Nora è seriamente compromessa, e sarà un problema in vista del passaggio dei mezzi pesanti che trasportano le attrezzature per gli spettacoli estivi. Negli scavi, i danni nel quartiere punico sono enormi, la strada che porta alla Casa sarda che ospita i laboratori per i bambini è seriamente danneggiata: preoccupa anche il tempio di Esculapio».

Nella spiaggia di Nora la linea di battigia è arretrata di 9 metri, il terrapieno a protezione della chiesetta di Sant’Efisio non esiste più: di recente il Comune ha rimosso e spostato 500 metri cubi di posidonia. E poi c’è il litorale di Santa Margherita, dove la viabilità è fortemente compromessa. «Un tratto e chiuso, nell’altro si procede a corsi alternato -dice Cabasino -, un grande problema visto che in quella zona sono presenti chioschi e campeggi, la situazione è molto delicata anche sotto la torre di Cala d’Ostia, dove le onde hanno distrutto un muro. Abbiamo chiesto l’intervento anche dell’Anci: in ballo non c’è più la stagione turistica, ma quelle a venire».

Daniela Falconi, presidente dell’Anci Sardegna, è pronta a convocare un vertice con tutti i Comuni rivieraschi colpiti dall’uragano e tutti gli enti competenti: «Comprendo benissimo il disagio degli amministratori comunali, costretti a fronteggiare le urgenze con i propri mezzi, purtroppo la burocrazia ha rallentato l’arrivo dei finanziamenti. Nell’incontro chiederemo si intervenga con la massima celerità per recuperare il tempo perduto: chi è stato colpito dall’uragano non può attendere oltre».

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