L’ultimo saluto a don Italo Schirra a Oristano e Ghilarza
Due comunità, celebrazioni distinte, ma un unico grande abbraccio collettivo per un sacerdote che ha lasciato un’impronta profondaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una giornata intensa, segnata da commozione e gratitudine, ha accompagnato l’ultimo saluto a monsignor Italo Schirra, figura amatissima sia a Oristano che nella sua Ghilarza, dove ha trascorso l'ultima parte della sua vita sacerdotale. Due comunità, celebrazioni distinte, ma un unico grande abbraccio collettivo per un sacerdote che ha lasciato un’impronta profonda.
In città, nella chiesa di San Giuseppe Lavoratore, la celebrazione è stata presieduta dall’arcivescovo Roberto Carboni, affiancato dall’intero Capitolo metropolitano. Un rito solenne, reso ancora più intenso dalla presenza di tanti ex scout che don Italo aveva guidato e proprio in quella parrocchia.
A dare voce al commiato, il coro composto in gran parte da persone che avevano iniziato il loro percorso musicale sotto la guida del sacerdote, nella chiesa che lui stesso aveva voluto nel quartiere di Sa Rodia. Un legame che si è trasformato in canto, memoria e riconoscenza. Durante l’omelia, l’arcivescovoi ha ricordato la dedizione con cui don Italo aveva seguito i lavori della chiesa, scegliendo di intitolarla a San Giuseppe Lavoratore, “un nome che rispecchiava il suo modo concreto e instancabile di vivere il ministero”. Ha poi rivelato un ricordo personale: da giovane sacerdote, era proprio da don Italo che andava a confessarsi. Carboni ha sottolineato come il peggioramento delle condizioni di salute fosse avvenuto solo pochi giorni prima della morte, e ha definito don Italo “un amico, un sacerdote che ha guidato questa parrocchia con grande amore”.
Un momento particolarmente toccante è stato il gesto dell’attuale parroco, monsignor Tonino Zedda, che ha deposto sul feretro il cappello da scout appartenuto a don Italo: un simbolo semplice ma potentissimo della sua vita dedicata ai giovani e alla comunità.
Nel pomeriggio, la salma è stata accolta a Ghilarza, dove la comunità ha voluto stringersi attorno al sacerdote che, dopo il rientro nel 2010, aveva continuato a servire con discrezione e dedizione.
La celebrazione è stata presieduta dal parroco padre Paolo Contini e animata dal coro parrocchiale. Durante la celebrazione, il sacerdote ha voluto ricordare don Italo con le sue stesse parole, quelle che usava per aprire ogni omelia : “Care amiche e cari amici”. Un modo semplice per riportare in chiesa la sua voce, il suo stile, la sua vicinanza.
Padre Paolo ha poi ripercorso le tante opere e i tanti gesti di servizio che don Italo aveva compiuto negli anni della pensione, mettendosi a disposizione del territorio e delle persone con la stessa umiltà che lo aveva sempre contraddistinto.
Ordinato sacerdote nel 1962 da monsignor Sebastiano Fraghi, don Italo arrivò a Oristano tre anni dopo. Nel 2017 fu nominato Canonico onorario del Capitolo metropolitano e, nello stesso anno, prelato di Sua Santità. Una vita lunga, intensa, segnata da un ministero vissuto con concretezza, passione e un profondo senso di comunità.
Le due celebrazioni, diverse ma unite da un’unica emozione, hanno raccontato meglio di qualsiasi parola chi fosse davvero don Italo Schirra: un sacerdote che ha saputo costruire legami, accompagnare generazioni, lasciare un segno che continuerà a vivere nelle persone che ha incontrato.
