«È colpa mia, Mauri svegliati»
Il dolore lacerante dell'amica che aspettava il 19enne travolto sulla 130Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un cuore devastato dal dolore: «È colpa mia, gli avevo detto di aspettare. Mauri, adesso svegliati». E un animo lacerato dall'angoscia: «È colpa mia, non mi sono accorto di nulla, ho un fratello della sua età». Un cuore devastato dal dolore mentre completava il percorso di aspettare. Mauri, adesso so è stato travolto dall'utilitaria guidata da un giovane di Villaspeciosa. Un impatto che non gli ha lasciato scampo.
Sulla Statale 130 avvolta da un'oscurità spezzata solo dai lampeggianti dell'ambulanza, si consuma il dramma dell'ennesima vita spezzata. Giovanissima: sul terreno resta il corpo inerte di Maurizio Porcu, appena 19 anni, coperto da un telo bianco dopo quasi un'ora di disperati tentativi di rianimazione da parte dei soccorritori del 118.
Tutt'attorno ci sono il dolore, le urla di disperazione che seguono un iniziale silenzio irreale. E un senso di colpa che paralizza chi resta. La ragazza che, corsa in pigiama verso l'amico tanto atteso, è devastata per non essere arrivata prima a prenderlo; e un ragazzo seduto sull'asfalto con le mani tra i capelli, distrutto per non averlo visto in tempo.
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