Le imprese cercano personale, ma trovare le competenze giuste resta un ostacolo. Nel terziario cagliaritano il 41% delle aziende intervistate prevede di aumentare i dipendenti nei prossimi dodici mesi, mentre il 69% dichiara di incontrare spesso o sempre difficoltà nel reperire lavoratori qualificati. 

È il quadro emerso dall’analisi dei fabbisogni formativi presentata oggi al T Hotel di Cagliari da EBiTer, l’Ente bilaterale territoriale del terziario della provincia di Cagliari. Realizzata da Roberto Vegnuti Consulting tra aprile e giugno 2026, attraverso questionari online, la ricerca ha coinvolto 75 imprese e 137 lavoratori del settore.

Il campione comprende commercio e servizi: il 26% delle imprese intervistate opera nel commercio al dettaglio tradizionale e il 23% nella distribuzione organizzata, mentre il 9% appartiene al commercio all’ingrosso. Gli altri servizi rappresentano il 27%, le attività professionali e tecniche il 5%, i servizi di informazione e comunicazione e le attività finanziarie e assicurative il 3% ciascuno. Completano il quadro, con l’1% ciascuno, il commercio di carburanti e combustibili, gli agenti e rappresentanti, il magazzinaggio e la logistica e le attività immobiliari. Sul piano territoriale, l’89% delle imprese intervistate ha sede nella Città metropolitana di Cagliari, il 4% nel Medio Campidano, il 4% nel Sarrabus e il 3% nel Sulcis.

«Dietro questi numeri ci sono imprese che vogliono crescere e persone che devono poter trovare nel lavoro stabilità, riconoscimento e prospettive – dichiara Nella Milazzo, presidente di EBiTer Cagliari e segretaria regionale Filcams CGIL –. La formazione deve diventare un ponte concreto tra queste esigenze. Per costruirlo occorre partire dall’ascolto delle aziende e dei lavoratori, individuare le competenze che servono e rendere i percorsi accessibili, utili e compatibili con la vita delle persone».

Le intenzioni di assunzione riguardano sia la crescita sia il ricambio degli organici: al 41% delle imprese che prevede nuovi inserimenti in aggiunta al personale attuale si affianca un 12% che programma assunzioni in sostituzione. Tra le aziende intenzionate ad assumere, l’85% indica profili operativi, il 28% figure tecniche e specialistiche e il 20% professionalità amministrative.

Il nodo resta il reperimento. Il 62% delle imprese incontra spesso difficoltà nel trovare personale qualificato e il 7% le incontra sempre. Tra quelle che segnalano il problema con maggiore frequenza, il 50% richiama la scarsa disponibilità di candidati sul territorio, mentre la mancanza di esperienza e l’insufficienza delle competenze tecniche sono indicate entrambe dal 48%. Il 38% cita le aspettative di conciliazione tra vita e lavoro.

«La difficoltà di incontro tra domanda e offerta va affrontata nella sua complessità – prosegue Milazzo –. Le competenze tecniche contano, ma contano anche l’organizzazione del lavoro, le condizioni offerte e la possibilità di conciliare gli impegni professionali con quelli familiari. La qualità dell’occupazione è parte della capacità di un settore di attrarre e mantenere le persone».

(Unioneonline/A.D.)

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