Nel marzo del 1370 una nave mercantile spagnola salpò da un porto della Spagna: durante la navigazione, si imbattè in una grande tempesta con i marinai che per salvare l’imbarcazione, buttarono tutte le mercanzie in mare. Compresa una pesante cassa che sospinta dalle correnti marine approdò alle pendici della collina di Bonaria, accolta dai padri Mercedari. Dentro, la statua della Madonna di Bonaria. Negli anni, la notizia del miracoloso evento, si diffuse ovunque, favorendo anche i pellegrinaggi a Bonaria. In quegli anni, il primo sarebbe partito proprio da Sinnai, come raccontato vent’anni fa (in un convegno organizzato a Sinnai dall’associazione “Il Segno”) da don Giovanni Cadeddu, sacerdote, di Sinnai, ricordando anche gli studi dello storico Padre Sulis. «Ogni anno, per la festa di Bonaria - aveva raccontato don Cadeddu, scomparso anni fa - si partiva da Sinnai dalle chiesette di Santa Vittoria e di San Marco, del rione di Segossini. Tutti cantavano il Rosario con la candela accesa in mano e di tanto in tanto i suonatori di launeddas accompagnavano il canto delle Lodi e dei Versi che intonavano i gruppi di cantori in onore di Maria Santissima».

«Bene sapere - aveva detto don Cadeddu - che il pellegrinaggio così organizzato, Sinnai l’ha sostenuto fino a quando gli eventi della vita isolana l’hanno permesso, sino all’inizio della seconda guerra mondiale». I pellegrinaggi furono ripresi in tempi moderni, nel 1987. Un gruppo di amici di Comunione e Liberazione propose all’allora parroco di Santa Barbara, don Giovanni Abis, il gesto antico del proprio paese: “Il pellegrinaggio a Bonaria”. Con don Abis, partirono a piedi in 250: a Bonaria, furono accolti da monsignor Giovanni Canestri, arcivescovo di Cagliari. L’anno successivo furono in 800, per arrivare negli anni anche oltre diecimila, a piedi, da Sinnai, a Settimo, Selargius, Monserrato, Pirri, Bonaria. Viaggio di preghiera, a volte con la pioggia e il freddo.

«Abbiamo avuto tra i nostri ospiti – ha detto Pierangelo Soi, presidente dell’associazione Il Segno - straordinarie figure religiose, come monsignor Fouard Twal, patriarca dei Latini di Gerusalemme, Il vescovo di Nazareth monsignor Giacinto-Boulos Marcuzzo. E ancora, Jean Benjamin Sleiman, arcivescovo dei latini di Baghdad, monsignor George Abou Khazen, vicario apostolico dei Latini di Aleppo, Padre Botros Pietro Fahim, dei Carmelitani Scalzi. il padre domenicano polacco Damian Mrugakski. A celebrare messa a Sinnai sono arrivati a Sinnai o ci hanno accolto a Bonaria, i monsignori Mani, Canestrari Alberti, Arrigo Miglio, Baturi».

Quest’anno il pellegrinaggio da Sinnai a Bonaria è stato inserito fra gli eventi programmati in occasione del centenario della consacrazione del Santuario della Basilica di Bonaria e dei 40 anni dello stesso pellegrinaggio a Bonaria. «Un evento straordinario – ha detto padre Gabriele Biccai parroco di Santa Barbara -: nel 2025, in concomitanza con l’Anno giubilare con indulgenza plenaria per i pellegrini, è stata portata in cammino anche la Croce Giubilare, realizzata dai detenuti del carcere di Uta».

Sabato mattina alcuni volontari dell'associazione "Il segno”, hanno portato a Olbia la fiaccola con l’effigie in rame della Madonna che dopo la benedizione del vescovo Fornaciari, ha iniziato il suo viaggio, nei luoghi del “Cammino di Bonaria”, con la partecipazione degli atleti del Centro sportivo italiano, del Comitato dello stesso "Cammino di Bonaria" e da tutti quanti vogliono essere presenti, tappa per tappa. Domani 15 aprile, saranno a Nuoro, per arrivare nei giorni successivi al Monte Ortobene, al Monte Gonare, Orani, Sarule e Orotelli, Ottana, Sedilo, Ghilarza, Fordongianus. E ancora, a Mogorella, Usellus, Sini, Genuri, Setzu, Tuili con arrivo a Barumini, da dove, il 22 aprile, si arriverà a Villanovafranca e Guasila. Il 23 a Samatzai e Ussana. Il 24 aprile arrivo a Monserrato, con sosta al carcere minorile e ritorno a Monserrato. Poi, alle 22,30, di corsa a piedi, con la fiaccola, sino a Sinnai, in tempo per essere presente al pellegrinaggio della notte verso Bonaria. «È la stessa fiaccola che dieci anni fa -  ricorda il presidente de “Il Segno”, Pierangelo Soi - percorse 1200 chilometri, toccando i principali santuari mariani delle diocesi sarde».

Come detto il pellegrinaggio da Sinnai a Bonaria, quest'anno, è stato inserito nell'ambito dei festeggiamenti voluti dai Padre Mercedari, per il centenario della Consacrazione del Santuario di Bonaria. Proprio nel Santuario cagliaritano, il 24 aprile, alle ore 11, verrà celebrata una Santa Messa, presieduta dal Cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale italiana. Sarà presente tutto l’Episcopato della Sardegna.

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