Dalla pittura all’arte digitale, la modellazione 3D e il collezionismo contemporaneo. È il percorso creativo di Gabriele Orotelli, 32 anni, di Nuoro, artista che alla Maker Faire Sadinia, in corso ad Olbia, ha conquistato i visitatori con i suoi “Sardo Pop”, action figure ispirati alle maschere tradizionali sarde reinterpretate in chiave moderna.

Laureato all’Accademia di Belle Arti di Sassari in Pittura, Orotelli racconta di aver sempre inseguito una ricerca artistica capace di unire identità e innovazione.

«La voglia di sperimentare mi ha portato a diventare modellatore 3D. In questa ricerca continua tra tradizione e progresso ho trovato nei Sardo Pop il progetto perfetto per reinterpretare la cultura sarda in una forma nuova».

Le sue opere non sono semplici gadget o riproduzioni seriali. Ogni pezzo è unico: stampato in 3D, rifinito e dipinto interamente a mano. Anche la scatola è progettata al computer, tagliata e assemblata artigianalmente. Un lavoro certosino, quasi sartoriale, che richiede ore di pazienza e precisione. «Bisogna capire il progetto che c’è dietro, pennellata dopo pennellata. È un lavoro molto lungo che garantisce l’unicità del pezzo», spiega l’artista.

Le prime action figure nate dal progetto sono state quelle dei Mamuthones e dei Boes, simboli identitari del carnevale barbaricino. Poi sono arrivati  Su Componidori e l’abito tradizionale maschile di Nuoro, reinterpretati attraverso un linguaggio pop capace di dialogare con le nuove generazioni senza tradire l’anima originaria delle maschere. L’idea nasce anche dall’osservazione del mercato del collezionismo contemporaneo. Orotelli ha scelto di creare opere riconoscibili e mai industriali. «Volevo realizzare pezzi che fossero immediatamente associabili alla Sardegna ma allo stesso tempo originali e non prodotti in serie». Il risultato è una collezione inedita che sorprende chi la osserva, personaggi sospesi tra tradizione ancestrale e cultura pop, dove la memoria dell’isola incontra il linguaggio dell’arte contemporanea e della tecnologia digitale

© Riproduzione riservata