Castiadas festeggia 40 anni di autonomia: il ricordo di un traguardo storico
Un passaggio che ha segnato profondamente il destino del territorio e della comunitàPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il Consiglio comunale di Castiadas ha celebrato i quarant'anni dalla nascita del Comune autonomo, un passaggio storico che ha segnato profondamente il destino del territorio e della comunità. «È dunque un momento prezioso - ha detto il sindaco attuale Eugenio Murgioni - per ricordare il cammino compiuto, rendere omaggio a chi lo ha reso possibile e, allo stesso tempo, guardare con fiducia al futuro. Quarant’anni fa Castiadas diventava ufficialmente un Comune autonomo, un traguardo che ha consentito alla nostra comunità di assumere direttamente la responsabilità delle proprie scelte e del proprio sviluppo. Per comprendere pienamente il valore di questo anniversario è necessario ricordare il contesto nel quale maturò la richiesta di autonomia».
Le origini di Castiadas risalgono al 1875, quando venne istituita la colonia penale agricola. In quell’anno arrivarono i primi rei provenienti dal carcere di San Bartolomeo di Cagliari. I detenuti furono impiegati nei lavori di bonifica e nella coltivazione delle terre, allora in gran parte incolte e malsane. Grazie al loro lavoro iniziò la trasformazione del territorio.La colonia penale rimase attiva fino al 1950; successivamente, con l’avvio della riforma agraria negli anni Sessanta, queste terre furono trasformate in poderi e assegnati a numerose famiglie che, con sacrificio, lavoro e determinazione, le resero produttive, dando origine alla comunità agricola da cui nacque l’attuale Castiadas.
«Le borgate e le case sparse distribuite su un territorio ampio - ha detto Murgioni- rappresentavano comunità dinamiche e laboriose, ma spesso distanti dai centri decisionali e dai servizi principali. Da questa realtà nacque progressivamente la consapevolezza che Castiadas avesse raggiunto una maturità sociale ed economica tale da poter aspirare a una propria autonomia amministrativa». Questa aspirazione trovò una guida e un punto di riferimento nel Comitato per l’autonomia di Castiadas, guidato dal ragioniere Antonio Pirroni e composto da Antonio Contu, Carmelio Usai, Sergio Maganuco, Francesco Bonomo e tanti altri attivisti. A loro si affiancarono i consiglieri comunali eletti nei comuni interessati: Isidoro Magro, Gigi Serra, Efisio Zedda e Gianfranco Spanu per il Comune di Muravera; Mario Codonesu e Antonio Camboni per il Comune di Villaputzu. «Il lavoro svolto da quel comitato rappresenta una delle pagine più significative della nostra storia civile - ha detto Murgioni in Consiglio comunale. Non si trattò di un’iniziativa episodica, ma di un percorso lungo e impegnativo, portato avanti con grande determinazione. Il comitato seppe coinvolgere la popolazione, promuovere momenti di confronto e costruire un dialogo costante con le istituzioni regionali e con le amministrazioni locali interessate. Antonio Pirroni seppe interpretare la volontà di una comunità che chiedeva di poter amministrare direttamente il proprio territorio. La sua azione, insieme a quella dei membri del comitato, fu caratterizzata da equilibrio, competenza e da un profondo senso delle istituzioni. È giusto ricordare anche la disponibilità e il senso di responsabilità dimostrati dai Comuni dai quali Castiadas si distaccò: Muravera, San Vito e Villaputzu. Le amministrazioni dell’epoca, guidate rispettivamente dai sindaci Luigi Boi, Giorgio Bucelli e Giovanni Casula, seppero comprendere le ragioni di questa richiesta e affrontarono quel passaggio con spirito istituzionale e rispetto reciproco. Grazie a questo lavoro, nel 1986 Castiadas ottenne il riconoscimento ufficiale come Comune autonomo, aprendo così una nuova fase della propria storia.
«Ma l’autonomia, come spesso accade, rappresentava soltanto il punto di partenza. Costruire un Comune- ha detto Murgioni in Consiglio- significa creare servizi, realizzare infrastrutture, organizzare una struttura amministrativa e, soprattutto, definire una visione di sviluppo per la comunità. Insieme alle amministrazioni che si sono succedute e grazie al contributo di tanti collaboratori, abbiamo lavorato per portare servizi nelle borgate, migliorare la viabilità, rafforzare le strutture scolastiche e creare spazi per lo sport e per la vita sociale della comunità. Allo stesso tempo abbiamo iniziato a valorizzare in modo più consapevole le straordinarie risorse del nostro territorio. Castiadas ha aggiunto il sindaco- possiede infatti un patrimonio ambientale unico, fatto di campagne, colline e di un litorale tra i più belli della Sardegna. L’agricoltura non è soltanto un’attività economica: è parte della nostra identità, della nostra storia e della cura del territorio. In questo contesto merita una menzione particolare la Cantina di Castiadas, che rappresenta oggi l’unica industria di trasformazione presente nel Sarrabus-Gerrei e nel Sud-Est della Sardegna. Voglio ricordare i presidenti che con gestioni accorte hanno amministrato la cantina negli anni, Efisio Mura, Luigi Podda, Michele Internicola e oggi Mario Sestu. E poi lo sviluppo turistico favorito dalle straordinarie bellezze del territorio. una delle realtà più importanti del Sud-Est della Sardegna».
