Sinnai, in edicola col deambulatore: Gabriele Cocco da 60 anni compra L'Unione Sarda
Un’abitudine che resiste da decenni: «Il mio primo pensiero al risveglio»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Non rinuncia alla tappa giornaliera in edicola neppure ora che si muove col deambulatore. La sua è un’abitudine che non conosce ferie, maltempo né gli acciacchi fisici. È la “storia”quella di Gabriele Cocco, ex macellaio del paese, che da oltre sessant’anni inizia le sue giornate con un gesto semplice e irrinunciabile: comprare L’Unione Sarda.
Per lui il giornale non è solo informazione, ma compagnia, memoria, appartenenza. «È il primo pensiero al risveglio, il segnale che la giornata può cominciare. Una consuetudine - dice l’ex macellaio - ereditata da mio padre. Da bambino mi mandava tutti i giorni ad acquistare il quotidiano. Quasi un rito, una abitudine che non si è mai spezzata».
Oggi Gabriele Cocco è in pensione. I problemi fisici lo costringono a muoversi con il deambulatore, ma nemmeno questo ha scalfito il rito mattutino. Ogni giorno raggiunge l’edicola. L’edicolante, conoscendo bene quella fedeltà al quotidiano, gli viene incontro: porta il giornale fino all’ingresso e glielo consegna. Un piccolo gesto che racconta una grande storia di comunità.
Rientrato a casa, L’Unione Sarda diventa protagonista delle sue successive due ore. L’ex macellaio legge gran parte degli articoli, si sofferma prima sulle cronache locali e della zona, poi sulle pagine sportive. «Sono un gran tifoso del Cagliari. Sono stato un grandissimo tifoso di Gigi Riva».
In un’epoca di notizie consumate in fretta, di schermi e notifiche, la storia di Gabriele Cocco racconta il valore profondo di un quotidiano cartaceo che entra nelle case e nelle vite delle persone, diventando parte della loro identità. «L’Unione Sarda – dice con orgoglio - non è solo un giornale: è una presenza costante, un filo che lega generazioni, un appuntamento che resiste nel tempo».
