Uras, mancato scioglimento del Consiglio comunale: interviene il coordinamento provinciale dei Riformatori
«La Regione avrebbe dovuto esercitare con maggiore tempestività e determinazione le proprie prerogative»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
"È necessario restituire la parola ai cittadini". Dopo più di 5 mesi dalle dimissioni di sette consiglieri comunali e il parere del Tar dopo la presentazione di un ricorso per chiedere lo scioglimento del Consiglio comunale, poi respinto, sul caso di Uras interviene il Coordinamento Provinciale dei Riformatori della provincia di Oristano.
«Al di là delle valutazioni giuridiche, che spettano agli organi competenti e le cui decisioni vanno naturalmente rispettate, resta un dato politico evidente: quando la metà più uno dei consiglieri rassegna le dimissioni, si determina una frattura profonda nel rapporto di rappresentanza tra istituzioni e cittadini - si legge in una nota - Riteniamo che quanto accaduto abbia messo in discussione e i normali princìpi democratici su cui si fonda il funzionamento degli enti locali. Il permanere in carica di un Consiglio comunale che non rispecchia più pienamente la volontà espressa dagli elettori, e che opera anche con il supporto di figure tecniche non direttamente scelte dal corpo elettorale, crea un precedente che merita una riflessione seria e responsabile. La ricerca di soluzioni tattiche o di equilibri di convenienza non può prevalere sul rispetto sostanziale della volontà popolare e sulla chiarezza nei confronti dei cittadini».
Secondo il coordinamento provinciale dei rifotmatori sarebbe stato più opportuno restituire la parola ai cittadini di Uras, consentendo loro di scegliere da chi farsi amministrare in una fase complessa per la comunità.
«Uras merita un’amministrazione forte, pienamente legittimata dal voto popolare e capace di operare con chiarezza, stabilità e autorevolezza - si legge ancora - In momenti di crisi, la guida politica non può essere sostituita o surrogata da soluzioni tecniche: nei piccoli comuni la rappresentanza diretta e il rapporto fiduciario con gli elettori restano elementi essenziali. In questo contesto riteniamo che la Regione avrebbe dovuto esercitare con maggiore tempestività e determinazione le proprie prerogative, evitando che una situazione di evidente criticità istituzionale si prolungasse a discapito della chiarezza democratica e della fiducia dei cittadini. Come Riformatori, continueremo a seguire con attenzione l’evolversi della vicenda, nel rispetto delle istituzioni ma con la ferma convinzione che la sovranità appartenga ai cittadini e che sia sempre preferibile affidare a loro le decisioni fondamentali sul futuro della propria comunità».
