C’è chi ammette di aver letto il “pasticcio” e di aver deciso di non presentarsi in Consiglio per l’approvazione del documento. E chi, senza farsi tanti problemi, dichiara di aver firmato l’atto senza leggere le carte. Infine qualcuno minimizza. Al centro del dibattito resta sempre il Piano particolareggiato delle borgate marine di San Vero Milis che include una relazione tecnica che fa riferimento al territorio di Guspini. A pagina 38 del rapporto preliminare Vas si fa esplicito riferimento alle «azioni che hanno un’incidenza sull’ambiente urbano del borgo di Montevecchio». Un errore che, pochi giorni fa, è stato fatto notare dal consigliere di minoranza Andrea Atzori che ha parlato di un «copia e incolla istituzionale». Le reazioni però sono diverse. L’ex sindaco Luigi Tedeschi, che guidava il Comune quando il documento è stato approvato il 14 aprile scorso, è di poche parole: «Si tratta di un refuso, mi sembra chiaro ed evidente e l’ho già fatto notare ai legali. Una cosa però non va fatta: svilire il lavoro dei tecnici. L’errore verrà corretto senza problemi».

L’ex assessore all'Agricoltura Arturo Carta, consigliere di minoranza fino alle dimissioni di pochi giorni fa, ammette: «Non avevo letto le carte, ecco perché non mi ero accorto dell’errore. Ho votato a favore del Piano per questo motivo, davo per scontato la correttezza delle schede tecniche». Ad aprile Alessandro Murana era il segretario comunale a San Vero: «Ero responsabile dell’iter e del contenuto della delibera, non del progetto e quindi delle schede tecniche». Quando il Piano è stato approvato, l’ex consigliere di minoranza Salvatore Pinna non era presente in Consiglio: «Avevo letto il riferimento a Montevecchio, ma non avevo riferito nulla a nessuno. Non mi ero presentato e basta, del resto eravamo in campagna elettorale e io ero stato estromesso dai giochi. Ora chi ha commesso l’errore pagherà, io non sono di certo tra i responsabili».

Si era astenuto dal voto, dopo una discussione con il sindaco Tedeschi, anche l’ex consigliere di minoranza Antonello Chessa. Poco prima della votazione aveva spiegato di non essere riuscito ad aprire un file e aveva sostenuto che sarebbe stato opportuno, vista l’importanza del Piano, presentarlo pubblicamente ai cittadini. Domani intanto l’argomento sbarcherà in Aula. All’ordine del giorno del Consiglio comunale figura proprio la discussione della mozione presentata dal consigliere di minoranza Andrea Atzori che chiede la revoca della delibera sull’approvazione del Piano. La mozione mette in luce anche altri vizi di legittimità tra cui la tempistica: il documento è stato approvato durante la campagna elettorale, nel periodo in cui per legge si possono adottare solo atti urgenti e improrogabili. Ma nella mozione viene contestato anche il non coinvolgimento della popolazione.

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