Oristano, le Case di comunità si aprono agli Enti del terzo settore
La Asl ha pubblicato l’avviso di manifestazione di interessePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Le Case della Comunità si promuovono alla società civile, alle associazioni di cittadini, di pazienti e caregiver, che potranno avere un proprio spazio fisico all'interno delle strutture neonatali e svolgere, all'interno di esse, attività di accoglienza, orientamento e promozione della salute. La Asl di Oristano ha pubblicato l'avviso di manifestazione di interesse per la formazione di un elenco di associazioni ed enti del terzo settore da cui attingere per popolare e arricchire le Case della Comunità di Oristano, Bosa, Ghilarza, Laconi, Samugheo, Santu Lussurgiu e Tramatza della presenza di associazioni che hanno finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. “Nelle nuove strutture, che rappresentano il luogo di primo contatto e il punto di riferimento per la comunità rispetto ai bisogni di salute – chiarisce la direttrice dei servizi socio-sanitari Marina Cossu – è previsto uno spazio dedicato alla presenza degli Enti del Terzo Settore”.
Nel concreto gli ambiti di intervento delle associazioni potranno andare dalla gestione del front office per orientare i cittadini sui servizi sanitari presenti all'organizzazione di gruppi di auto mutuo aiuto; dai laboratori per anziani alle attività per i più giovani; dal supporto alla fragilità al monitoraggio delle persone sole; dal trasporto protetto alla consegna dei farmaci e della spesa a domicilio.
«Vogliamo mettere a sistema la straordinaria e preziosissima esperienza degli Enti del Terzo Settore, aprendo loro le porte delle Case delle Comunità, che per definizione e per missione devono ospitare al loro interno la comunità, la società civile e il mondo del volontariato – ha spiegato la direttrice generale della Asl 5 di Oristano Grazia Cattina - L'obiettivo è quello di collaborare in maniera stabile e strutturata, non più marginale o episodica, con le associazioni che hanno titolo e competenze per farlo, integrando le loro risorse con le nostre. Per questo, abbiamo pubblicato un bando che ci permetterà di avere un elenco di Enti accreditati da cui attingere per attivare le collaborazioni».
